Da Pavia e Torrevecchia verso la Silicon Valley
Il Polo Tecnologico, nato tre anni fa, mette a disposizione spazi e tecnologie per le aziende che intendono insediarsi nelle sue strutture, offre l'opportunità di contatti e partnership per moltiplicare le possibilità di impresa e sviluppare la propria attività imprenditoriale. Ad oggi conta più di 40 start up, dando lavoro ad un centinaio di persone e si impegna di favorire progetti innovativi, coinvolgendo studenti, imprenditori e finanziatori. Open Torreveccbia è un incubatore di imprese nato lo scorso maggio. E' anche uno spazio aperto dedicato al social net-coworking accessibile a tutti. La struttura offre ai potenziali imprenditori e lavoratori autonomi un supporto gratuito per far decollare la propria impresa. Oltre alle 12 postazioni di coworking, mette a disposizione sala formazione e sala riunione ed è strategico dal punto di vista logistico, trovandosi tra Milano, Pavia e Lodi.TORREVECCHIA PIA Tre settimane alla Silicon Valley. Ad avere la possibilità di raggiungere San Francisco sono le 3 start up selezionate dal Polo tecnologico e dall'incubatore di imprese Open, voluto dal Comune di Torrevecchia, e che dallo scorso maggio accoglie 5 start up dove lavorano una ventina di giovani con meno di 30 anni. Ospiti della Fondazione Mind the Bridge saranno Fit Me Plus, ideatrice di un sistema che mette in contatto utente e personal trainer, attivando il servizio a casa, e Diva che ha realizzato spina e luce a led per il controllo del consumo casalingo dell'energia elettrica. Entrambe del Polo e vincitrici delle borse di studio da 2500 euro ciascuna messe a disposizione dal Comune di Pavia. La terza start up è We Playa, una community gestita da una squadra di liguri under 35, che conta oltre 4milioni di persone appassionati di spiagge. È nata a Loano e cresciuta nell'incubatore di Torrevecchia, Comune che ha assegnato la terza borsa di studio. Andranno oltre oceano alla business school per consolidare idee imprenditoriali meritevoli di trasformarsi in aziende, proseguendo quel percorso di accelerazione già avviato all'interno delle strutture del Polo e di Open. Che avevano deciso di unire le forze. Una decisione venuta per caso, quando il sindaco di Torrevecchia Roberto Nassi, ingegnere, telefonò a Riccardo Ferrari, direttore del centro di via Fratelli Cuzio, amico ed ex compagno di scuola, per fargli sapere che intendeva aprire un incubatore nell'Alto Pavese. «Abbiamo iniziato a collaborare, incominciando un percorso di accelerazione congiunta per attirare start up sul territorio», spiega Ferrari. Così hanno fatto rete per dare un'occasione a chi vuole sviluppare idee. Hanno fornito gli strumenti per trasformare bozze progettuali in attività imprenditoriali concrete e innovative. E hanno fatto sistema. «È fondamentale in un territorio come quello della nostra provincia, non particolarmente sviluppato dal punto di vista industriale, fare massa per evitare la dispersione che rischia di accompagnare le microiniziative», sottolinea Ferrari alla guida del Polo tecnologico, nato nel 2012 coinvolgendo 14 imprese, e che ora conta una quarantina di start up, un centinaio gli assunti in tre anni. Un esempio per Torrevecchia che si pone l'obiettivo di «promuovere lo sviluppo economico del territorio e creare lavoro integrando talenti, tecnologie, know-how e capitale all'interno di una rete», sottolinea il sindaco Nassi che ha deciso di investirci soldi pubblici e di attivare due borse di studio, da 2.500 euro ciascuna, alle due migliori idee imprenditoriali selezionate da una commissione di esperti. Otto le start up che si sono sfidate. «La commissione ha scelto tenendo conto del valore del team, delle potenzialità del mercato, della strategia – precisa Ferrari –Ci sono parametri rigorosi. Si deve considerare ad esempio il business model e il livello di strutturazione del progetto. Al momento della premiazione erano presenti investitori e operatori del settore, attenti a valutare i progetti più interessanti per iniziare un dialogo». «Si tratta del primo passo per trasformare un'idea vincente in opportunità di lavoro, è lo scopo che ci siamo prefissati fin dall'inizio – sottolinea Nassi –. Il nostro Comune ha assegnato una seconda borsa, garantendo una serie di servizi. In questo caso l'idea era buona, ma non ancora sviluppata». Stefania Prato