Agenti per controllare chi spande fanghi

MORTARA Il consiglio comunale prepara le contromosse in vista della conferenza dei servizi di giovedì prossimo a Pavia sull'impianto fanghi a Mortara. Se ne è discusso giovedì sera nel corso del consiglio comunale aperto al quale hanno partecipato quasi tutta la giunta e i consiglieri comunali (assenti gli assessori Farina e Vecchio e l'esponente della minoranza Roberto Robecchi) oltre ad un buon numero di mortaresi. «Il piano attuativo del progetto è scaduto – annunciano i tecnici comunali – e quindi al momento non ci sarebbe la possibilità di costruire nell'area identificata da Eco Trass. Abbiamo inviato alla Provincia una lettera con questo rilievo, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta». Un cavillo sul quale Mortara punterà per provare a scongiurare, almeno per il momento, l'insediamento della ditta bergamasca di fanghi. «La salute della popolazione è responsabilità del sindaco – sottolinea Anna Crotti, rappresentante del comitato «No fanghi» -. Speriamo che il sindaco Facchinotti si esponga con più fermezza contro questo progetto». Tra le proposte arrivate nella serata di giovedì c'è stata quella di utilizzare alcuni agenti di polizia locale per fare ulteriori controlli. «In provincia di Pavia i controlli sono quasi inesistenti perché c'è un solo addetto – attacca Giuseppe Abbà, ex sindaco di Mortara ed esponente di Rifondazione Comunista -. Ritengo che i Comuni dovrebbero fare dei propri controlli alla fonte, prima dello spandimento sui campi di questi fanghi. Il primo obiettivo comunque è ridurre il quantitativo di fanghi utilizzati». «In questo momento è impensabile utilizzare agenti solo per questo scopo – replica il sindaco Marco Facchinotti -, ma se si riuscisse ad organizzare sinergie con altre forze di polizia, sarebbe una ipotesi molto interessante». La vicenda dell'insediamento a Mortara della Eco Trass era emersa nel dicembre 2013 quando, dopo i primi passi del progetto, la giunta aveva portato in consiglio un ordine del giorno contro questa ipotesi, votato all'unanimità da tutti i consiglieri. Nel febbraio di quest'anno è invece stata emessa una ordinanza con vincoli riguardanti giorni ed orari dello spandimento, poi vanificata da un ricorso al Tar delle ditte in seguito al quale la giunta è stata costretta a ritirare l'ordinanza. Tutte queste idee sono confluite in un documento, condiviso da tutti i presenti, che verrà presentato alla Provincia. Alberto Colli Franzone