Tra Usa e Russia resta il contrasto sul controllo di Assad
di Andrea Visconti wNEW YORK Siria e Ucraina. Sono stati questi i due temi principali su cui si sono concentrati Barack Obama e Vladimir Putin nel corso del loro incontro a New York ai margini dell'Assemblea Generale delle Nazioni Uniti. Si sono parlati per novanta minuti e al termine del meeting un portavoce della Casa Bianca ha definito l'incontro «produttivo». Una parola in codice che nel linguaggio diplomatico del governo americano significa un nulla di fatto. Sia gli Stati Uniti che la Russia concordano sulla necessità di debellare i guerriglieri dell'Is ma la strategia da perseguire rimane agli antipodi. Il governo di Washington vede nel presidente siriano Assad una grossa parte del problema, non della soluzione. Mosca invece insiste nel ritenere che i terroristi dell'Is possano venire sconfitti solamente sostenendo l'attuale regime siriano. Un impasse politico e militare che non lascia spazio a manovre diplomatiche fra Casa Bianca e Cremlino. Perfino la fotografia ufficiale scattata al termine dell'incontro la dice lunga sulla freddezza del colloquio. Un Putin dallo sguardo gelido e un Obama che abbozza un sorriso di circostanza . Per quanto riguarda la Siria Putin era già stato chiarissimo rivolgendosi all'Assemblea Generale. «È un errore enorme rifiutarsi di collaborare con il governo siriano», aveva detto il presidente russo. Il faccia-a-faccia di lunedì fra Obama e Putin è avvenuto dopo un anno intero di rapporti tesi fra i due presidenti. Comunque il fatto che ci sia stato un incontro privato rivela che dietro ai volti rigidi si muove la diplomazia bilaterale. «L'amministrazione Obama vorrebbe trovare un modo per andare a braccetto con la Russia sul versante diplomatico senza dover affrontare alcuni dei temi più difficili, come per esempio creare una Siria più sicura», ha commentato Andrew Weiss, vice presidente del Carnegie endowment for international peace. Dopo l'incontro fra Obama e Putin rimangono senza soluzione due problemi: la sopravvivenza dell'Is e il futuro di Assad. «Gli Stati Uniti sono pronti a collaborare con qualsiasi nazione, compresa la Russia e l'Iran al fine di risolvere il conflitto - ha detto Obama - Ma dobbiamo riconoscere che dopo così tanto sangue e una tale carneficina non possiamo permettere che si torni allo status quo precedente alla guerra». ©RIPRODUZIONE RISERVATA