Case fantasma, pronte e vuote

VOGHERA Il cartello con il nome della strada c'è già: Laterale est di via Negrotto Cambiaso. Gli abitanti però non ci sono, perché le case sono ancora in costruzione, i cantieri fermi da mesi. Quattro villette bifamiliari, a due piani e con ampi sotterranei, dai terrazzi offrono una vista che spazia sulle colline della valle Staffora. Ma le case sono tinte di rosa solo per metà, mancano porte e finestre, gli interni mostrano mattoni senza intonaco. Poi, dietro le villette, ci sono tre palazzine a tre piani: nonostante grandi persiane grigie, anche lì non abita nessuno. I lavori non sono finiti, lo dimostrano i mucchi di laterizi abbandonati, i sacchi di cemento lasciati a terra. Cosa è successo? Lo spiega l'architetto Marco Fumagalli, il progettista della società "Piramide" proprietaria delle case: «Semplicemente, a Voghera il mercato degli immobili è quasi impossibile. La società non è andata in fallimento, abbiamo solo deciso di fermare i cantieri per poi finirli quando avremo venduto i locali. Ho altri immobili in città, già completati, ma non riusciamo a venderli». I due cantieri fermi nella laterale est di via Cambiaso sono un pezzo della storia recente dell'edilizia. L'architetto Fumagalli, di Merate (Lecco) come la Piramide srl, conosce l'Oltrepo da vent'anni. Crede che la zona sia attraente: nel 2007 convince la sua società a comprare quei due lotti dopo il ponte Rosso, vicino la strada che porta a Retorbido. Sono tempi d'oro, per il mercato immobiliare. Ma la Piramide affronta le lungaggini burocratiche: «Ci sono voluti quasi cinque anni per arrivare alla convenzione con il Comune e aprire i cantieri. È così in tutta Italia, invece in Germania si iniziano i lavori in sei mesi», dice l'architetto. A quel punto è il 2012 e i tempi d'oro sono finiti: gli operai costruiscono case che non saranno vendute. «Il problema - spiega Fumagalli - è che non c'è mercato. Non solo a Voghera. Conosco bene anche la zona di Lecco, Monza e Milano: c'è tanto di quell'invenduto che non si capisce perché s'investe in nuove costruzioni. È troppo rischioso». L'architetto entra nei dettagli: «A Voghera il "Pirellino" (l'alto palazzo in via Bellocchio, ndr) l'ho progettato io. È un edificio d'avanguardia, a impatto zero, ma su 18 appartamenti - prosegue Fumagalli - ne ho venduti 5. Abbiamo abbassato il prezzo da 3mila euro al metro quadro a 2.500: niente. E di due intere palazzine, in una laterale di via Barbieri, ho venduto solo quattro appartamenti». I cantieri vicino via Cambiaso non sono gli unici inattivi in città. Altri si sono fermati ben prima di arrivare ai muri e alle terrazze. In via Salvo d'Acquisto, a due passi dal Campo giovani, da anni c'è lo scheletro di un palazzo di tre piani. Accanto ad esso, un altro cantiere abbandonato: due piani con i piloni di probabili villette a schiera, circondate da sterpaglie e rifiuti. Daniele Ferro