Rompe i sigilli, condanna per furto di gas

Il sindaco di Landriano Ivana Vacchini (nella foto), insieme al collega di Carpiano, chiedono alla Regione un incontro urgente sulla questione dei terreni dove sono stati riscontrati valori di diossina superiori 25 volte ai limiti di legge. Ma anche livelli oltre ai valori consentiti per metalli pesanti e inquinanti genotossici. «Il terreno inquinato si estende solo per 2 ettari sul territorio di Landriano. Gli altri 12 si trovano a Carpiano. In questi anni il Comune si è mosso, sollecitando la bonifica dei campi, ma finora nessuno ha risposto, abbiamo piuttosto trovato un muro di gomma. All'ultima conferenza dei servizi, Arpa non era neppure presente e ci chiediamo perchè, finora, gli enti preposti ad obbligare i privati a bonificare l'area siano rimasti latitanti. Per questo abbiamo scritto nuovamente a Regione Lombardia i modi e i tempi di intervento».di Maria Fiore wCHIGNOLO PO Con quel gas era riuscito a cucinare per buona parte dell'estate e a riscaldarsi per tutto l'inverno, fino alla fine di febbraio. Anche se a quella erogazione non aveva diritto. Il contatore, infatti, era stato sigillato per morosità. L'uomo non era riuscito a pagare le bollette per colpa della crisi. Per poter vivere si era allacciato alla rete in maniera abusiva, rubando in tutto 620 metri cubi di gas. Questa, almeno, è la storia ricostruita nel processo che si è svolto in tribunale a Pavia a carico di Giuseppe De Filippis, un 42enne che abita a Chignolo Po. La difesa ha cercato di insistere sullo stato di necessità, ma il giudice ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per un'assoluzione e ha condannato l'uomo a 6 mesi e al pagamento di 100 euro di multa. Doveva rispondere di furto. Un'accusa che era scattata dopo la denuncia del gestore della rete del gas, che aveva scoperto l'allacciamento abusivo nella casa abitata dal 42enne, in via XXV Aprile. Tutto comincia quando la società del gas decide di piombare il contatore dell'inquilino moroso. L'uomo è indietro con le bollette e quando il debito diventa consistente l'ente che eroga il metano decide di sospendere il servizio. Un copione che, in tempo di crisi, si ripete abbastanza spesso. Ma non sempre si decide di infrangere la legge. In questo caso, secondo quanto ricostruito in tribunale, l'uomo avrebbe rimosso i sigilli al contatore e si sarebbe allacciato direttamente alla rete del gas. Con questo stratagemma avrebbe sottratto alla società oltre 600 metri cubi di metano, per un valore di circa 530 euro. L'erogazione abusiva sarebbe andata avanti per diversi mesi, inverno compreso, dal 20 agosto 2012 al mese di febbraio 2013. Fino alla scoperta da parte della società del gas, che durante un controllo aveva trovato i sigilli rimossi. A quel punto per l'uomo era scattata la denuncia per furto e con questa accusa si è ritrovato in tribunale, a doverne rispondere. A nulla sono valsi i tentativi di convincere il giudice di avere agito in questo modo perché spinto dallo stato di bisogno. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA