Vent’anni fa toccò alla Cadillac
ROMA Volkswagen non è l'unico costruttore automobilistico colto in castagna per aver procurato danni all'ambiente. Sempre negli Stati Uniti un precedente simile, seppure relativo alle emissioni dei motori a benzina, riguarda la General Motors. Nel 1995 l'Epa e il Dipartimento della Giustizia di Washington inflissero alla casa di Detroit una multa di 11 milioni di dollari per aver installato un dispositivo nascosto nelle centraline elettroniche di 470mila esemplari di Cadillac Seville e Deville prodotti fra il 1991 e il 1995. La frode allora rilevata - riporta il Detroit News - comportava emissioni di CO2 fino a tre volte superiori ai limiti di legge. Ma il danno economico per il Gruppo di Detroit fu ben più ampio. Alla multa inflitta dal governo degli Stati Uniti si aggiunse infatti una transazione per sanare una causa avviata dal California Air Pollution Control Board (Carb). A fronte del pagamento di 600mila dollari al Carb e di 500mila dollari alla University of Southern California per «studi sugli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini», e con la fornitura di un non meglio precisato numero di veicoli elettrici e di batterie al Carb, vennero «risolte le potenziali accuse che il California Air Pollution Control Board aveva in mente di far valere» contro Gm. Oltre a questi complessivi 12,1 milioni di dollari, General Motors ha dovuto pagare altri 25 milioni di dollari per richiamare e modificare le Cadillac fuori legge e infine 9 milioni circa in progetti per migliorare l'impatto ambientale dei veicoli Gm. Altro precedente che coinvolge il settore auto riguarda la procedura d'infrazione Ue aperta nel gennaio 2014 nei confronti della Germania per il mancato rispetto della direttiva Mac sui gas inquinanti per i sistemi di refrigeramento auto. La Daimler nel 2013 aveva infatti continuato a produrre auto che facevano uso di un refrigerante messo fuori legge dall'Ue e lo aveva sostituito con un altro. Secondo il produttore tedesco, però, il nuovo gas sarebbe pericoloso perché più facilmente infiammabile. La Francia aveva anche temporaneamente sospeso l'immatricolazione di queste auto, in gran parte Mercedes, a cui poi la Germania aveva dato l'omologazione. Nel 2014 la Commissione aveva anche inviato un parere motivato ed aperto un'indagine sugli accordi di cooperazione tra Honeywell e Dupont, i due soli produttori del nuovo tipo di refrigerante, sospettando che avessero ostacolato la concorrenza.