Senato, accordo nel Pd tre emendamenti unitari
di Gabriele Rizzardi wROMA La maggioranza si ricompatta e presenta tre emendamenti che spianano definitivamente la strada che porterà al nuovo Senato. Ma il nuovo ostacolo potrebbe arrivare dalla presentazione di quasi 83 milioni di emendamenti da parte del leghista Roberto Calderoli. Il Senato sarà bloccato? Pietro Grasso parla di «offesa alle istituzioni» e promette che garantirà il regolare svolgimento dei lavori. Allarmato dai numerosi passaggi di senatori che in questi giorni approdano al gruppo di Verdini proprio per sostenere le riforme, il Movimento 5 Stelle fa invece sapere che nelle prossime ore il capogruppo Castaldi andrà in Procura a «denunciare la compravendita di senatori». Quanto agli emendamenti, le proposte di modifica, firmate dai capigruppo della maggioranza, accolgono le richieste della minoranza Pd che ha insistito fino alla fine sulla «scelta degli elettori». Matteo Renzi non nasconde la sua gioia e fa capire che ormai il peggio è passato: «La maggioranza al Senato è stabile e solida, fidatevi». Ma a tirare un sospiro di sollievo sono anche gli esponenti della minoranza dem. Pier Ligi Bersani è netto. «Gli elettori scelgono i senatori. È un bel successo del Pd e spero che in questo clima nuovo tutti assieme e senza più strappi si possa lavorare ancora per perfezionare la riforma» dice l'ex segretario, che invita indirettamente il premier a rinunciare al soccorso dei "transfughi": «Quando il Pd fa il Pd, e cioè un partito di centrosinistra e figlio dell'Ulivo, non ce n'è per nessuno e non c'è bisogno di Verdini...». Una soddisfazione che "contagia" tutti gli esponenti della minoranza dem, che in attesa della pronuncia di Grasso sull'ammissibilità mantengono 15 emendamenti e ritirano solo quelli presentati all'articolo 2. Vannino Chiti spiega che si è raggiunta una mediazione «degna» mentre Gianni Cuperlo ricorda che l'accordo è il «traguardo di tutti» e Roberto Speranza sottolinea che la proposta della minoranza «è diventata di tutto il Pd».Cosa prevedono gli emendamenti che hanno riportato un po' di pace a largo del Nazareno? Con la prima proposta di modifica si specifica che l'elezione dei consiglieri-senatori avverrà «in conformità alle scelte espresse dagli elettori». In sostanza, i consigli regionali non potranno non tenere conto delle scelte degli elettori. La seconda proposta attribuisce al solo Senato la funzione di raccordo tra lo Stato e gli Enti territoriali e locali ma anche la verifica dell'impatto delle politiche della Ue sui territori. La terza proposta ridà al Senato la possibilità di eleggere due giudici della Consulta. Ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti. Sel ne ha presentati 61 mila, Forza Italia 1.173, il Movimento 5 Stelle "solo" 210 mentre il leghista Roberto Calderoli si è presentato negli uffici di Palazzo Madama con la cifra "monstre" di 82 milioni 730 mila 460 proposte di modifica. Per stamparli tutti, in doppia copia, occorrerebbero 824 tonnellate di fogli A4. «Sono stati raccolti in alcuni dvd perché sarebbe servito un tir per portarli tutti» spiega un divertito Calderli, che vuole mettere in difficoltà la maggioranza e fa sapere che è disposto a ritirarli tutti solo se il governo accetterà le sue richiese di modifica agli articoli 1, 117 e 119 del ddl Boschi. La "valanga" di emendamenti generati al computer con un algoritmo impedirà il prosieguo dei lavori in Senato? «Se fai 82 milioni di emendamenti entri nel campo del ridicolo. Lo sanno tutti i cittadini» taglia corto Renzi mentre Anna Finochiaro parla di una «caricatura della democrazia». Decisamente più preoccupato è il capogruppo dei senatori del Pd, Luigi Zanda, per il quale la Lega sta attuando un «attentato contro un organo costituzionale» . Poi, in serata, arriva lo stop del presidente Pietro Grasso. «Milioni di emendamenti sono un'offesa alla dignità delle istituzioni. Non permetterò che il Senato sia bloccato da iniziative irresponsabili di questa portata» sbotta il presidente di Palazzo Madama, che promette di non rimanere con le mani in mano: «Assumerò tutte le misure necessarie per consentire almeno in Aula il dibattito nel merito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA