«Troppe industrie, vogliamo controlli»
Resistono le cicogne sul campanile di Vistarino (nella foto) , ormai affezionati al campanile del borgo alle porte di Pavia, anche per tutto il resto dell'inverno. Fino a qualche anno fa, come si rimarca dall'oasi di Sant'Alessio con Vialone, questi animali migravano d'inverno non sopportando temperature troppo rigide. Ora, invece, stanno qui, visti gli inverni sempre più miti anche in Italia. Dalla stessa oasi, dal 1994 di esemplari nati all'interno del perimetro ne sono stati liberati 25. Due sono proprio quelli di Vistarino che, come gli altri liberati, sono andati a nidificare non lontano da dove sono stati rilasciati. E da alcuni anni si sta assistendo al ritorno in Italia di questo splendido animale con avvistamenti frequenti non solo in provincia di Pavia. Con il risultato che a Vistarino la gente si è affezionata anche a questi animali e non è raro, camminando nel borgo, vedere gente e testa all'insù per controllare che i volatili ci siano ancora, non abbiano abbandonato la popolazione.di Giovanni Scarpa wLANDRIANO Troppi insediamenti industriali fra Landriano e Bascapè, i sindaci chiedono alla Provincia un monitoraggio ambientale. La richiesta è stata ufficialmente inoltrata dal Ivana Vacchini (Landriano), e Emanuela Curti (Bascapè), all'assessore alle Politiche ambientali Michele Bozzano. «Sul territorio comunale di Bascapè – spiegano i due sindaci nella lettera – è attivo un impianto di trattamento rifiuti speciali destinati all'utilizzo in agricoltura di proprietà della società Alan. A Landriano, invece, l'amministrazione provinciale ha autorizzato la realizzazione di un insediamento di messa in riserva e recupero di rifiuti speciali non pericolosi della ditta Ecogreen. Per finire, a Bascapè è in atto una procedura di valutazione di impatto ambientale a carattere regionale per la costruzione di una nuova logistica». Inutile sottolineare, dicono Vacchini e Curti, come sia emersa l'esigenza di «verificare l'operatività delle diverse aziende, in quanto alcune potrebbero evidenziare degli elementi di impatto sia sull'ambiente, sia sui residenti». Per questo i sindaci chiedono alla Provincia di indire un tavolo tecnico alla quale possano partecipare Arpa, le «per attivare una procedura di monitoraggio». I sindaci chiedono che l'accordo preveda «tempi e modalità dei rilievi, ripartizione dei costi» e soprattutto la capacità di affrontare tre tematiche fondamentali. Tre i punti fondamentali che i due amministratori chiedono vengano affrontati sin da subito. La prima riguarda gli odori. «Si dovrà procedere, attraverso l'utilizzo di strumentazione dedicata, ad una verifica dello stato di questa componente ambientale nel rispetto della normativa regionale – sostengono i sindaci –. Attraverso il coinvolgimento di un organo tecnico, come l'Arpa, saranno individuati i momenti più idonei, anche in funzione delle condizioni meteo-climatiche, utili per offrire un quadro d'insieme il più rappresentativo possibile». Secondo, la qualità dell'aria: «Pur non essendoci, al momento, elementi che possano indurre ad ipotizzare la compromissione dell'aria, vista la concentrazione di realtà produttive si procederà all'attuazione di campagne di monitoraggio». Infine il rumore: «I punti in cui effettuare le rilevazioni verranno concertati sia con le diverse amministrazioni, sia con il supporto tecnico, come Arpa che possa meglio indirizzare le scelte operative in funzione delle esigenze manifestate da parte della popolazione locale».