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(segue dalla prima) Eppure, Bergoglio - sulla scia, in particolare di, un altro grande papa, Giovanni Paolo II, autore della prima Lettera apostolica alle donne - non si lascia mai sfuggire l'occasione di scendere in campo in difesa della donna con argomenti e prese di posizione che stanno mettendo a dura prova la resistenza dei settori più tradizionalisti e conservatori della Chiesa. Prendiamo, ad esempio, con quanta determinazione ha cancellato la ingiusta "etichetta" che per millenni ha presentano la donna come "istigatrice al peccato", "fonte di provocazione", "tentatrice dell'uomo". Ebbene, per il Papa - come ha sostenuto concludendo in Vaticano un simposio sulla famiglia - si tratta di definizioni "ingiuste, superficiali e offensive" che ledono la dignità della donna sotto tutti i punti di vista. Mai un pontefice si era spinto a smantellare con tanta chiarezza l'immagine negativa dell'universo femminile così come è emerso da una lettura distorta del ruolo che, secondo il racconto biblico, ebbe Eva nel cedere alle tentazioni del diavolo-serpente, convincendo Adamo ad assaporare il frutto proibito. Per "colpa" di Eva (Adamo, in verità, non è stato mai giudicato con analoga severità) per oltre 2mila anni le donne sono state sempre guardate con sospetto fino a diventare carne da macello per roghi e supplizi di vario genere decisi da tribunali dei secoli bui della storia della Chiesa. Un discutibile esercizio anti femminile al quale non sfuggono nemmeno altre religioni, come l'Islam. Francesco qualche cosa di importanteperò lo sta facendo. Ha cancellato la discutibilissima immagine della donna-tentatrice elevandola a custode privilegiata della vita che le viene affidata da Dio, una immagine forte, nobile, che sgombra l'universo femminile da qualsiasi forma di denigrazione. Presa di posizione nel suo genere rivoluzionaria che ha spinto qualche teologo nostalgico delle vecchie distorsioni bibliche a sostenere che papa Francesco avrebbe "cancellato" Eva dalla Bibbia. Bergoglio, invece, senza cancellare niente e nessuno ha semplicemente ricordato che la donna è "portatrice di vita", che definirla "tentatrice e provocatrice" è offensivo" e che lui, proprio grazie anche a un "compito" così alto - la custodia della vita - che le è stato assegnato da Dio, si sente molto "legato" al mondo femminile. Un legame che lo ha portato a confessare di provare più "simpatia" per le suore che per i sacerdoti, scuotendo non poco gli antichi equilibri di una gerarchia ecclesiastica quasi tutta al maschile. Stando ancora agli interventi degli ultimi giorni, papa Bergoglio si è espresso in difesa della donna "costretta" ad abortire, riprendendo sostanzialmente quanto sostenuto da papa Wojtyla nella Lettera alle donne, là dove - e fu la prima volta di un pontefice - si invoca il perdono per le donne che abortiscono e di responsabilità dell'uomo di fronte all'interruzione della gravidanza. Non è quindi un caso che il perdono delle donne che abortiscono sarà uno dei momenti forti del Giubileo della Misericordia che inizierà l'8 dicembre. E che dire delle donne costrette a prostituirsi? Bergoglio ha definito la prostituzione "una piaga ed una vergogna" che i politici tollerano "colpevolmente", rendendosi complici di chi riduce la donna a forme di schiavitù con la violenza e la vendita del proprio corpo. Papa Francesco femminista? Impossibile negarlo di fronte a parole e prese di posizione tanto chiare ed inequivocabili. Orazio La Rocca