Senza Titolo
PAVIA Di notte niente taxi una pecca grave n Ritengo doveroso segnalare un serio disservizio nella nostra città. Venerdì 18 mi ero recata con amici all'Expo e al ritorno in treno alle 22,45 alla stazione ferroviaria di Pavia non c'erano taxi. Le ripetute chiamate telefoniche mie e della decina di altre persone giunte con il mio stesso treno da Milano non avevano ottenuto alcun risultato. L'attesa si era protratta inutilmente per più di mezz'ora. In una città che dovrebbe avere una "vocazione turistica" e con una popolazione con un rilevante numero di anziani una simile situazione deve essere esaminata attentamente e risolta dalle autorità competenti. L'eccelenza e l'efficienza dell'Expo dovrebbero essere presa ad esempio. Antonia Benasso Pavia baby gang La regina delle bugie è la violenza n I bulli si moltiplicano nelle classi come nelle strade, le droghe sono intese come prodotti di uso comune, le regole un optional, la famiglia alla finestra ad aspettare, la scuola ricompone la trama trascinando i piedi come un vecchio che ne ha viste troppe. Cosa dire a un bullo, a un ragazzo impreparato, quando sostiene che occorre pestare duro per ottenere le cose. Poco importa chi cade in ginocchio tra minacce e pugni, chi suicidato - toglie il disturbo. La regina delle bugie è proprio la violenza, esattamente come la droga, che ti fa intendere la libertà come una prostituta da inseguire e pagare, un piacere dal valore di un'illusione già morta. La violenza è compagna di viaggio di molta parte di umanità, la baby gang immobilizza il ragazzino, lo colpisce, gli urina addosso, tra scaracchi e risate sguaiate, poi è gia ora di ritornare a casa, e ciascuno conoscerà altre ferite, mentre il dolore del ricordo scaverà nelle carni un solco indelebile. Ai giovani di oggi bisogna credere, e non soltanto per puro interesse collettivo, ma perchè se ci si sente accettati, coinvolti a dare il meglio di sè, non si ha necessità di attirare l'attenzione con gesti eclatanti, destinati alla follia più lucida. In questo tempo ho avuto modo di ascoltare tante voci sottolineare che si parla "troppo" di bullismo, che forse non è vero che si tratta di un fenomeno esteso. Adulti, padri, madri affermare che forse non è intelligente discutere di vittime e carnefici nelle scuole, negli oratori, perché "la mia casa, la mia scuola sono esenti da questi problemi", eppure tutto questo accade e pervade, un paese piagato dall'ingiustizia, dalla prepotenza per questo incapace di valorizzare ciò che è bene, incapace di farlo con il tono autorevole che gli compete. Però non ho sentito parlare di quegli adolescenti che invece dietro l'angolo fumano e calano giù, girano con il serramanico, sballano e menano, fuori dalle regole che invece sono tutela e garanzia per non soccombere ai singhiozzi che verranno. Abitare la cattedra del colpevole, senza facili assoluzioni, è importante per rivedere il proprio passato, ritornare a ciò che è stato, rielaborando ogni trascorso, ancor di più è necessario farlo ora, per esser di aiuto davvero ai più giovani, ponendo termine a questo suicidio collettivo, quanto meno per non essere ancora una volta se non complici, corresponsabili nel silenzio. Vincenzo Andraous Pavia RESPONSABILITÀ Viaggio inopportuno del premier nLa provincia di Piacenza sommersa dal fango, intere strade cancellate e sbriciolate, case piene di fango e detriti, la popolazione in ginocchio, ancora una volta.. I migranti che invadono l'Italia , l'Europa, che fuggono dalla guerra in cerca di una speranza di vita. Scacciati da tutti, picchiati, trattati come bestie. Barche che affondano ogni giorno portando in fondo al mare le speranze e i sogni di uomini, donne e bambini. E il nostro Presidente del Consiglio parte con l'aereo presidenziale e trenta persone al seguito per una conferenza mondiale sull'emergenza? No, per la finale di tennis tra Pennetta e Vinci giocata a New York! E' vero che è partito prima del disastro di fango piacentino, ma le emergenze in Italia sono purtroppo all'ordine del giorno. Non poteva partire da solo, se voleva, con un volo di linea? Non bastava che, quando le due grandissime atlete icone dell'Italia sportiva rientravano in Patria, fossero ricevute al Quirinale e nominate Cavaliere della Repubblica? Forse il nostro Presidente del Consiglio non si ricorda di quando girava in bicicletta per ottenere i voti ? A chi gli ha contestato il viaggio, Renzi ha ribadito che chi lo critica è un populista. Per me chi lo critica è una persona che ha senso di responsabilità: ma il senso di responsabilità si coltiva giorno dopo giorno in famiglia, a scuola, negli impegni sociali. C hi fa politica dovrebbe impegnarsi per il benessere di tutti. Speriamo che chi ci governa, lo sappia! Patrizia Zamboni Rivanazzano