Voto di scambio, si inaspriscono le pene
ROMA Pene inasprite per il voto di scambio politico-mafioso (con il M5S che protesta), sanzioni più dure per i furti in casa e ulteriori "aggiustamenti" sui termini per l'azione penale, con cui governo e maggioranza tentano di smorzare le polemiche delle toghe. Sono queste le principali novità della prima giornata di voti, in Aula a Montecitorio, sul ddl della riforma del processo penale. Una giornata che ha visto l'approvazione, con qualche modifica, di una decina di articoli su 34 nell'attesa che arrivi in Aula uno dei nodi più delicati, quello della delega sulle intercettazioni: la previsione di una pena di reclusione da 6 mesi a 4 anni per le riprese o le registrazioni di conversazioni fraudolentemente effettuate è infatti contenuta nell'art.29. Le votazioni ieri si sono fermate all'articolo 14 ed è difficile che l'esame del ddl si possa concludere entro oggi. Intanto è la Fnsi a ribadire come il diritto di cronaca sia «in pericolo». Allarme a cui replica il Pd, sottolineando come il diritto di cronaca resti «intoccabile» e assicurando che, in Aula, non vi sarà «alcun agguato». Difficile, comunque, che il Pd torni ad intervenire sul punto, magari depenalizzando il reato: è considerato sufficiente l'emendamento Verini con cui i dem hanno aggiustato il tiro sulla norma «ammazza-Iene» escludendo il carcere per i giornalisti. La volontà del Pd, spiega il responsabile Giustizia David Ermini, è quella di dare al governo una delega rafforzata nel quale si prevede comunque una pena minima, che va fino ad un massimo di 4 anni. Ieri l'Aula ha approvato l'aumento delle pene da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni per il voto di scambio (416ter) con il M5S che tuttavia contesta la formulazione di «modalità mafiose» contenuta nel testo. Una formula che i cinque stelle giudicano ambigua, «una presa in giro che viene da un Pd in ritardo o in malafede». A far salire sulle barricate la Lega, è stata invece la bocciatura di un emendamento a prima firma di Nicola Molteni che prevedeva l'arresto fino a un anno e multe fino a 10mila euro per l'accattonaggio molesto e gli ambulanti abusivi. Aumentate (fino a un massimo di 2500 euro) invece, con l'ok dell'Aula, le pene pecuniarie per i furti in appartamento e quelli con scippo.