Assad contro la Ue: «Il caos colpa vostra»

BEIRUT È colpa dell'Europa l'afflusso massiccio di profughi, perché «ha sostenuto e continua a sostenere il terrorismo». È questa l'analisi - non certo nuova - del presidente siriano Bashar al Assad, che al contempo però, in un'intervista ai media del suo grande alleato russo, lancia un appello all'Occidente per una «collaborazione contro il terrorismo». Mentre anche la Russia, secondo il segretario di Stato americano John Kerry, propone agli Usa l'apertura di una discussione a livello militare. La Francia, annunciando ieri l'avvio nelle prossime settimane di bombardamenti anti-Isis proprio in Siria, ha già fatto sapere che non vuole saperne di riconoscere la legittimità del presidente siriano in funzione anti-terrorismo: un eventuale appoggio ad Assad «non è la soluzione» ha affermato il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Quanto ai raid dei jet Rafale di Parigi, essi cominceranno non appena le operazioni di ricognizione avranno individuato «obiettivi ben identificati». Intanto, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), 6 civili, tra i quali alcuni minorenni, sono rimasti uccisi e 10 feriti oggi in raid aerei della Coalizione anti-Isis a guida americana nella provincia orientale di Deyr az Zor. Ai bombardamenti partecipa da lunedì anche l'Australia. Kerry ha spiegato come la proposta di Mosca sia stava avanzata nel corso di una telefonata ieri dal ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e come l'amministrazione del presidente Barack Obama la stia ora valutando. Il segretario di Stato ha comunque espresso il suo favore ai colloqui, che aiuterebbero gli Usa ad avere un quadro più chiaro sulle reali intenzioni del Cremlino in Siria, dopo le notizie dei giorni scorsi dell'invio di materiale militare a Latakia, sulla costa del Mediterraneo, che ha fatto ipotizzare l'intenzione di Mosca di allestire una base area. Il New York Times, nel frattempo, scrive che lo stesso Obama sta valutando la possibilità di incontrare il suo omologo russo Vladimir Putin, fermo sostenitore di Assad, in occasione dell'Assemblea generale dell'Onu a New York. A incontrare sicuramente la settimana prossima Putin al Cremlino sarà il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Al centro del colloquio, le nuove forniture di armi sofisticate russe al regime siriano, che Israele teme soprattutto possano finire nelle mani delle milizie sciite libanesi di Hezbollah, alleate dell'Iran e di Damasco. Nell'intervista, Assad ha accusato «Paesi come Turchia, Qatar e Arabia saudita, così come Francia, Stati Uniti e altri Stati occidentali», di sostenere i terroristi: sia Jabhat al Nusra, la branca siriana di Al Qaida, sia l'Isis. «Ma se questi Paesi decidono di cambiare la loro politica», ha aggiunto, il governo di Damasco «non si opporrà alla cooperazione con loro».