Marmo e pietra, così cambierà Pavia

di Linda Lucini wPAVIA Per lui è un abito su misura fatto apposta per Pavia da comporre e indossare a seconda della situazioni. Più facile a vedersi che a farsi raccontare, ma il «Green carpet» ideato da Jacopo Avenoso e dai suoi collaboratori è il progetto di decoro urbano che ha stregato la commissione dell'Urban Design Fest Pavia 2015. L'ìdea è quella di un modulo fisso che si potrà piegare, allungare, cacciar fuori, sottrarre, scavare e sommare creando così forme diverse ma con una matrice unica. «L'idea è partita da un'analisi storica della pavimentazione della città – spiega Avenoso, architetto di Pavia, under 32 – Ci siamo focalizzati sui «bolognini» di porfido di corso Cavour e sui lastroni in basalto di Strada Nuova che abbiamo pensato di riprodurre in una sorta di tappeto. Il disegno non è quindi nostro, ma è della città stessa. Non abbiamo pensato a progetti da archistar bensì a un arredo che potesse essere molto diverso zona per zona e che potesse essere sartorialmente cucito addosso alla città. I materiali sono tutti ecosostenibili e sono gli stessi che troviamo nella pavimentazione cittadina con l'inserimento del legno». «Era una condizione precisa posta nel bando l'utilizzo di materiali locali – spiega l'assessore al Commercio Angela Gregorini - ed era condizione base anche il fatto che l'arredo fosse tecnicamente producibile dalle piccole e medie impresi pavesi». Ed è proprio per questo che in giuria oltre all'assessore Angela Gregorini, presidente del Distretto urbano del commercio, agli architetti Luca Micotti e Davide Tremolada c'erano anche Marialisa Boschetti della Cna e Cinzia Repossi. Il progetto di Avenoso e degli altri giovani architetti dello studio Startup di Pavia (Sara Grignagni, Anna Manfredi e Luca Cristiani) ha battuto una dozzina di concorrenti, tutti under 35 arrivati dadiverse città della Lombardia ma anche da Cesena, Forenze, Ascoli. Nel valutare ogni singola proposta la commissione ha tenuto conto, con un punteggio da 1 a 10, di qaelità, innovazione, contesto, fruibilità e producibilità. Alla fine con 44 punti il modulo di Avenoso in grado di comporsi creando oggetti urbani nuovi che diventano ora fioriere, ora sedute, ora colonne o paraventi è la base scelta per rinnovare il contesto urbano. Il progetto, che ha vinto un premio da mille euro, nelle intenzione dell'autore è una matrice che creerà nuovi luoghi per vicere e riscopire la città. Nel bando si era puntato sull'individuazione di alcuni contesti per i quali pensare il nuovo arredo urbano: viale Matteotti, Lungoticino Visconti, Lungoticino Sforza, piazza Leonardo, piazza Cavagneria, Strada Nuova e Corso Cavour. «L'idea progettuale vincitrice – spiega Gregorini – verrà presa come base per l'effettiva realizzazione degli arredi prevista dal finanziamento «Pavia centro». Le idee pervenute sono state giudicate di grande valore dai membri della commissione e per questo è nostra intenzione di fare una mostra con le tavole relative a ttutti i progetti». Al secondo posto si sono classificati Elena Ruberto e Federica Bozzarelli alle quali andrà un premio da 600 euro , al terzo Roberta Dellabora al la quale sarà dato un riconoscimetno da 300 euro.