«Aprite un casello della A26 a Palestro»

L'ultimo no della commissione tecnica di valutazione d'impatto ambientale del ministero alla Broni-Mortara, ha affossato quasi del tutto le possibilità che il progetto da un miliardo di euro in concessione dalla Regione alla società Sabrom venga realizzato, nonostante le richieste arrivate in questi anni da alcuni sindaci e imprenditori. Ora esulta il fronte del «no» al progetto: «La circolazione di persone e merci nel Pavese deve puntare sul potenziamento delle infrastrutture esistenti e sul rafforzamento della rete ferroviaria – sottolinea la deputata del Pd Chiara Scuvera -. Con la Broni-Mortara, invece, si sarebbe devastata una vasta area agricola e non si sarebbe certo risolto il problema della viabilità. Considero importante la bocciatura del progetto. Ho sempre sostenuto che era inutile e dannoso spendere oltre un miliardo di euro per una autostrada che non farebbe altro che cementificare un pezzo importante del nostro territorio». Soddisfazione anche tra i comitati del "no": «Sono 46 i sindaci e 40 le associazioni che si sono dette contrarie con motivazioni molto coerenti, serie ed ora di nuovo riconosciute a livello ministeriale dopo oltre tre anni di studi approfonditi da parte dei tecnici della commissione del ministero dell'Ambiente – spiegano i comitati –. L'ennesima dimostrazione che l'autostrada non serve a nulla, solo a distruggere terreni agricoli e l'ecosistema della Lomellina». (s.bar.)PALESTRO Un casello per la Lomellina occidentale sulla autostrada A26 sulla ex statale dei Cairoli. La proposta è tornata d'attualità e punta a migliorare la viabilità sull'asse Nord-Sud, lungo l'autostrada Genova-Gravellona Toce, dopo la bocciatura dell'autostrada Broni-Mortara da parte della commissione tecnica del ministero dell'Ambiente. Un casello che ipoteticamente dovrebbe sorgere nel tratto che collega Palestro, ultimo paese della provincia di Pavia, con Vercelli: pochi chilometri di ex statale dove si intersecano le province di Pavia, Vercelli e Novara. E la Cairoli, ora unica strada su quest'asse viario, intercetta l'autostrada in località Torrione, frazione di Vinzaglio provincia di Novara, ma a 5 chilometri (di rettilineo) da Palestro, 10 da Robbio, 27 da Mortara. Insomma un casello ad un tiro di schioppo dalla Lomellina. Un'idea di cui si era parlato negli anni '70, quando l'autostrada era in costruzione, ma non realizzata. Ora alcuni politici ed amministratori del territorio hanno tirato fuori dal dimenticatoio il progetto. Il sindaco di Palestro, Paola Franzo, si è detta favorevole all'eventuale apertura del casello. Per ora non ci sono richieste ufficiali ad Autostrade per l'Italia, la società che gestisce la Genova-Gravellona Toce, ma il territorio è in fibrillazione per avere una viabilità migliore ora che il progetto autostrada pare tramontato una volta per tutte. «L'autostrada era una carota davanti agli occhi che non si poteva prendere e nell'attesa non si faceva nulla – sottolinea l'imprenditore del legno di Robbio Attilio Brivio, che ha un'ottantina di dipendenti – ma ci servono comunque strade migliori per uscire dall'isolamento. Il casello al Torrione e qualche circonvallazione sarebbero un buon inizio che risolverebbe tanti problemi a questa zona». «Sarebbe più fruibile per la Lomellina rispetto alle attuali uscite dalla A26 a Terranova Monferrato e Borgo Vercelli», commenta Roberto Lugani, dirigente della Mobil Plastic di Confienza, ditta con un'ottantina di dipendenti. «Il casello a Torrione sarebbe un inizio, ma ci vorrebbe anche il completamento della tangenziale di Robbio con il collegamento fino alla strada per Confienza e a quella per Nicorvo – sottolinea il sindaco di Robbio Roberto Francese –. Per questo ci vorrebbero i soldi di enti superiori, ma si potrebbe rinunciare al progetto autostrada». «La vedo dura – commenta il sindaco di Vinzaglio Giuseppe Olivero –. A lato dell'autostrada in un terreno libero si sta per insediare un'azienda e poi c'è poco spazio intorno all'attuale intersezione con cavalcavia tra l'autostrada e la ex statale dei Cairoli. Questo progetto gioverebbe a tutta la zona». Sandro Barberis