Otto referendum per “frenare” il governo
di Jacopo Salvadori wROMA Quattro temi, otto "sì". Così si legge sul sito di Possibile, il nuovo movimento creato da Giuseppe Civati, dedicato agli otto referendum su scuola, lavoro, democrazia e ambiente, promossi dal 27 luglio.«La democrazia non è un orologio che va caricato una volta ogni cinque anni – si legge sul sito - I cittadini di questo Paese hanno il diritto di poter esercitare la loro sovranità e incidere sulle scelte di chi li governa. Il panorama politico attuale non offre loro questa possibilità». Gli otto quesiti toccano quattro grandi temi: la democrazia e la sovranità popolare, la tutela dei diritti dei lavoratori, la tutela della docenza e dell'apprendimento e la riconversione ecologica dell'economia. In poche parole, il pacchetto di referendum dovrebbe fungere da freno alla riforma elettorale, al Jobs Act, allo Sblocca Italia e le grandi opere e alla riforma della scuola. Un appello che non solo passa dal sito ufficiale ma arriva anche sui social network con l'hashtag "#8sì". Per raccogliere i fondi che serviranno per preparare i referendum, Possibile ha allestito banchetti in diverse città italiane dove è possibile raccogliere firme e fare donazioni. Anche alcuni Comuni hanno aderito all'iniziativa, dando la possibilità di firmare direttamente in municipio. È possibile fare donazioni anche sul sito di Possibile, nella sezione "Crowdfunding". Al momento è stato raggiunto il 4.88% del totale, ovvero sono stati raccolti 975 euro su un totale di 20.000. C'è tempo fino al 30 settembre. Al momento Possibile ha superato le 150mila firme, trovando però un muro nel centro sinistra: la minoranza Pd non ha firmato, così come Sel, anche se Nichi Vendola tiene la porta aperta. La Cgil ha fatto dietrofront: in un primo momento ha appoggiato il pacchetto dei referendum, salvo poi tirarsi indietro. Anche la Fiom di Maurizio Landini non ha firmato. A sorpresa, però, lo ha fatto Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle. «Nella tempistica di questi referendum ci sono stati errori strategici – ha spiegato il deputato - Io firmo comunque perché condivido il contenuto pur non essendo d'accordo con la strategia dell'azione referendaria io supporto i cittadini che chiedono il referendum. Però non mi strumentalizzate». Una scelta a titolo personale, visto che, secondo una delle regole cardine del Movimento 5 Stelle, non ci si può accodare a iniziative politiche altrui. Il 3 settembre, il comitato organizzatore dei referendum ha inviato una e-mail ai direttori dei giornali che dal 27 luglio non avevano ancora pubblicato nulla sull'iniziativa. «Ci sembra si tratti di un caso di cattiva informazione, un caso di ingiustizia», hanno scritto. Il giorno dopo, l'e-mail è stata pubblicata sul sito ufficiale di Possibile.