L’Ue: dall’Italia partiranno in 40mila
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il piano della Commissione europea per il ricollocamento di 120mila rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria è pronto e assegna un ruolo centrale a Germania, Francia e Spagna a cui spetterà accogliere il 60% dei profughi. Ma mentre l'esecutivo di Jean Claude Juncker lima la sua proposta, nuovi focolai di tensione si accendono fuori e dentro i confini dell'Unione. Centinaia di migranti hanno sfondato ieri sera il cordone formato dalla polizia ungherese subito dopo il confine con la Serbia e si sono messi in marcia a piedi sull'autostrada che conduce a Budapest. «Vogliamo andare via, lasciateci andare» hanno gridato a lungo, prima di rompere la resistenza degli agenti in tenuta antisommossa che presidiavano il "centro di identificazione" improvvisato in uno spiazzo tra i campi nelle vicinanze del campo di accoglienza di Roszke. Per impedire il loro passaggio, la polizia ha usato spray urticante: molti sono stati bloccati, altri si sono dispersi lungo l'autostrada. Oltre 5.200 persone sono entrate in Ungheria dalla Serbia negli ultimi tre giorni, un flusso senza fine: «L'Europa deve chiudere le frontiere o rischia l'arrivo di milioni di migranti - ha ripetuto il primo ministro Viktor Orban -. L'Austria e la Germania dicano chiaramente che interromperanno l'accoglienza. Per entrare nella Ue serve un permesso». La crisi dei rifugiati ha provocato ieri le dimissioni del ministro della Difesa ungherese Csaba Hende: la sua testa è caduta perché il muro di 175 chilometri voluto da Orban al confine serbo non è stato completato e non ha retto l'urto della marea umana. In mattinata l'Ungheria aveva bloccato due treni provenienti da Belgrado perché carichi di migranti. Tafferugli tra forze dell'ordine e migranti anche al confine tra Grecia e Macedonia, dove duemila persone hanno cercato di entrare in massa. In 24 ore, 5mila profughi sono arrivati in Macedonia dalla Grecia, dove resta alta la tensione nell'isola di Lesbo. Nel capoluogo, Mitilene, si trovano infatti bloccati circa 17mila migranti. Disordini ieri anche a Valencia, in Spagna, dove in un centro di identificazione è scoppiata una rivolta che ha fatto entrare in azione le forze anti-sommossa. In una situazione sempre più critica, la Ue si prepara dunque a varare il piano per la redistribuzione in due anni di 120mila rifugiati già presenti nei Paesi d'ingresso: la proposta, secondo le prime anticipazioni, prevede che 31mila siano accolti in Germania, 24mila in Francia e 15mila in Spagna, seguite via via, nelle prime "posizioni" da Polonia (9mila), Olanda (7mila) Romania (4.600), Belgio (4.500). Dall'Italia, dunque, saranno ricollocati 15.600 richiedenti asilo in più rispetto ai 24mila previsti nello schema di maggio, per un totale di 39.400 persone che, dunque, lasceranno il nostro Paese. Gli Stati potranno opporsi (opt out), ma solo per un anno e dietro pagamento di una sanzione. Il progetto - costo 780 milioni di euro - prevede inoltre la velocizzazione delle procedure di rimpatrio, con l'inasprimento delle norme sulle espulsioni, fino all'ipotesi di fermo per chi viola l'ordine di rimpatrio, e l'inserimento della Turchia e di tutti i Paesi balcanici nella lista delle nazioni "sicure" in cui poter rimandare i migranti. Il presidente francese François Hollande, che proporrà la convocazione di una Conferenza internazionale sui rifugiati, ha annunciato la sua disponibilità ad aprire le porte ai 24mila: «Bisogna far fronte all'afflusso di profughi con umanità e responsabilità, e noi lo faremo» ha detto. È sempre più probabile, intanto, la convocazione di un vertice straordinario dei leader Ue, che si dovrebbe tenere dopo il 14 settembre, data del Consiglio dei ministri dell'Interno. Berlino si prepara a intervenire con 6 miliardi di euro a favore dei migranti arrivati nel Paese: solo a Monaco in 48 ore sono giunte dall'Austria 20mila persone, altre 10mila erano attese ieri. «Tanti cittadini con il loro benvenuto ai migranti hanno mostrato un'immagine del nostro Paese che ci rende orgogliosi - ha detto la cancelliera Angela Merkel -. Cambieranno il Paese, dobbiamo integrarli. Ma quelli che non hanno necessità di protezione dovranno tornare indietro». In un colloquio con Merkel, il premier italiano Matteo Renzi ha espresso apprezzamento per le posizioni tedesche, parlando di «significativo cambio di passo» nella direzione indicata dall'Italia di cui Roma è «orgogliosa»: «Il nostro Paese non è invaso, come dice qualcuno, ha una presenza sopportabile - ha sottolineato - ma non possiamo continuare così». Dopo l'improvvisa apertura, si muove anche Londra: il premier David Cameron ha annunciato ieri che la Gran Bretagna accoglierà nei prossimi cinque anni 20mila rifugiati siriani, tutti provenienti dai campi profughi Onu allestiti nei Paesi confinanti. Un numero che ha provocato le critiche del Partito laburista: «Troppo pochi, bisogna ripensarci». Gli sfollati siriani, ha lanciato l'allarme l'inviato speciale dell'Onu per la Siria Staffan de Mistura, sono 7,6 milioni: «Fugge la classe media del Paese, perché dopo cinque anni di guerra ha perso la speranza» ha spiegato. E in mare si continua a morire: sarebbero 20 le vittime del nuovo naufragio avvenuto a 30 miglia dalle coste libiche: 107 i superstiti salvati dai soccorritori della Marina Italiana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA