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ROMA Per ora tutto fermo. Il Governo valuta la possibilità di intervenire sulla riforma Fornero delle pensioni «nelle prossime settimane e mesi» ma avverte che le modifiche dovranno essere «a somma zero». Il premier Matteo Renzi ha chiarito che l'introduzione di maggiore flessibilità non dovrà comportare costi per lo Stato e questo manda definitivamente in soffitta le proposte avanzate in questi anni senza uno stretto legame con l'utilizzo del sistema contributivo. In pratica chi volesse uscire dal lavoro in anticipo rispetto all'età di vecchiaia dovrebbe avere un taglio consistente sulla pensione. Nessuna possibilità di passare invece per le proposte Damiano Baretta (2% di taglio per ogni anno di anticipo con un costo secondo l'Inps di 8,5 miliardi di euro a regime) e per quella su quota 100 tra età e contributi (10,6 miliardi di costo a regime sempre secondo l'Inps se tutti dovessero usare l'opzione). Potrebbe invece essere studiata l'estensione dell'opzione donna (chi va prima ha l'assegno calcolato tutto con il sistema contributivo) e il prestito pensionistico (ti do la pensione prima ma quello che pago in anticipo viene scalato dall'assegno futuro). Appare comunque difficile che le modifiche arrivino con la legge di stabilità. Nel 2016 intanto scattera una vera e propria mazzatà per le donne del settore privato con l'aumento dell'età di vecchiaia nel complesso tra scalino e aspettativa di vita di un anno e 10 mesi. Le donne del privato dal 2016 dovranno aspettare i 65 anni e 7 mesi a fronte dei 63,9 fissati fino a quest'anno. Senza interventi sulla legge Fornero per le donne in Italia tra il 2014 e il 2020 - secondo quanto si legge nell'indagine della Commissione europea, «The 2015 Ageing Report» - si avrà lo scalino più alto tra i paesi Ue per quanto riguarda l'età effettiva di uscita che passerà da 62,1 anni a 65,5 superando di quasi due anni l'età effettiva media nell'Ue .