«Siamo stati aggrediti in albergo»
di Maria Fiore wSAN MARTINO «Siamo stati aggrediti mentre eravamo in albergo, solo perché abbiamo difeso un ragazzo mentre lo picchiavano. Ci hanno spruzzato contro anche l'estintore». Due profughi ospiti dell'hotel Giannino, a San Martino, lo hanno denunciato ieri mattina ai poliziotti della questura, che erano già intervenuti, venerdì, davanti all'albergo. Sembrava una banale lite, ma ieri i due giovani, marito e moglie, lei all'ottavo mese di gravidanza, attraverso l'interprete hanno raccontato un'altra versione. Kingsley Inegbeniki, 27 anni, e la moglie Agbons Princess, di 24 anni, originari della Nigeria (sono arrivati dalla Libia un anno fa, attraverso un barcone diretto in Sicilia) hanno denunciato di essere stati aggrediti da altri stranieri che avrebbero, all'interno dell'albergo, il ruolo di supervisione e di controllo dei profughi che da tempo sono ospitati nella struttura. Il condizionale è d'obbligo, perché l'accusa dovrà essere verificata e perché ieri non è stato possibile mettersi in contatto con un responsabile del locale. La certezza, però, è che i coniugi venerdì sono stati soccorsi dall'ambulanza e portati in ospedale. Al ragazzo, rimasto lievemente intossicato dalla polvere dell'estintore, sono state diagnosticate contusioni in diverse parti del corpo, mentre la moglie, che è incinta, ha riportato una distorsione alla mano. I due giovani sono stati dimessi ieri mattina, dopo una notte passata in ospedale, e sono tornati in albergo. Ma, secondo il loro racconto, il gruppo che li avrebbe aggrediti qualche ora prima non avrebbe permesso loro di rientrare nella struttura. «Ci lanciavano i sassi dalle finestre per impedire di avvicinarci, non potevamo nemmeno riprendere le nostre cose», ha raccontato il ragazzo. Verso le 14 di ieri l'ambulanza è intervenuta ancora all'albergo e sono stati chiamati ancora i carabinieri. «Una situazione assurda – dicono i volontari che ieri hanno accompagnato i ragazzi in questura e hanno provato a trovare una soluzione –. A questo punto c'è un problema di sicurezza». Va però chiarito anche il ruolo che avrebbero alcuni stranieri all'interno dell'hotel. Persone che sarebbero state incaricate (non è chiaro da chi) di mantenere l'ordine. La gestione dei profughi spetta alla prefettura, che provvede a smistare i migranti nelle strutture. I due giovani profughi, partiti da Tripoli a luglio del 2014 e ripescati in mare, sono stati per alcuni mesi a Borgo Priolo e poi spostati, appunto, nell'albergo di San Martino. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA