Renzi: «Non siamo più problema in Ue»

di Gabriele Rizzardi wROMA «L'Italia non è più il problema dell'economia europea e non è più il problema dell'economia mondiale. Sul Pil in Europa non vogliamo stare nel gruppo ma ambiamo alla maglia rosa». L'anno scorso aveva preferito visitare una fabbrica e disertare l'appuntamento polemizzando con i "salotti buoni", questa volta Matteo Renzi si presenta al Forum di Cernobbio e, davanti a una platea di imprenditori, difende l'operato del governo e usa la metafora ciclistica per rappresentare l'attuale congiuntura economica. Ma a confermare che la lunga crisi è davvero finita è anche e soprattutto Ignazio Visco. «Dopo tre anni l'Italia è fuori dalla recessione» assicura il governatore di Bankitalia, per il quale gli indicatori del paese, come mercato del lavoro e riforme, sono «confortanti». La "prima volta" di Renzi al Workshop Ambrosetti si gioca tutta in una difesa appassionata di ciò che ha fatto il governo per uscire dalla crisi e di quello che ancora deve fare per consolidare la ripresa. Il premier rivendica la riforma del mercato del lavoro, il piano per la riduzione delle tasse e l'impegno per la crescita del Pil che faccia tornare l'Italia tra i paesi leader. «Gli ultimi dati del Pil non erano desolanti prima e non sono esaltanti oggi, ma siamo tornati nel semestre al livello dei nostri partner europei, è come se un ciclista caduto fosse rientrato nel gruppo. Il problema è che questo gruppo cresce poco, va piano e siccome abbiamo l'ambizione della maglia rosa, siccome vogliamo essere leader, abbiamo bisogno di correre più forte» precisa Renzi, che recita il de profundis dei poteri forti («È finito il tempo dei salotti buoni») e spiega che l'Italia non è più il paese degli «alibi» perché ha davanti 30 mesi di «lavoro duro». Il presidente del Consiglio ricorda che negli ultimi 20 anni solo tre volte, nel 1995, nel 2000 e nel 2005, la crescita del Pil è stata al livello della media europea e poi aggiunge, senza rinunciare ad uno scatto di orgoglio, che negli ultimi 6 mesi «siamo tornati al livello dei nostri partner europei». Quanto al lavoro, si parte con la difesa del jobs act e con il calo della disoccupazione. Sul mercato del lavoro arrivano cifre precise: «Dal primo trimestre 2014 ad oggi i numeri che abbiamo vedono un aumento dei posti di lavoro di 236mila unità con un recupero del 25%. Non è sufficiente ma sono i numeri, è l'istantanea». Sulla riforma del mercato del lavoro Renzi ricorda che con il jobs act l'Italia ha fatto in un anno quello che la Germania ha fatto in tre anni: «Un anno fa la discussione era tutta sull'articolo 18 e ora l'articolo 18 non c'è più. Ciò significa che l'Italia ha voltato pagina e lo ha fatto in un anno mentre la Germania lo ha fatto in tre anni. Io l'ho detto alla Merkel». Nel lungo intervento non poteva mancare un riferimento alla necessità di ridurre la pressione fiscale e di andare spediti sul piano delle riforme. Sul primo punto, Renzi dice che «saremo inflessibili nel far scendere la curva del debito» e poi detta un preciso cronoprogramma: «La riduzione delle tasse guardatela come un'operazione in 5 anni. La prima tappa è stata quella del 2014 con gli 80 euro, ossia 10 miliardi di aiuto a 10 milioni di italiani che guadagnavano meno di 1500 euro. Nel 2015 c'è stata l'operazione sull'Irap e dal 2016 ci sarà l'operazione sulla casa con l'abolizione di Imu e Tasi, poi toccherà all'Ires nel 2017 e all'Irpef nel 2018». E le riforme? I tema offre a Renzi l'opportunità di punzecchiare la minoranza dem. «Dobbiamo fare le riforme ed uscire dalla logica del resistere, resistere, resistere» premette il premier, prima dell'affondo sui "ribelli" del Pd: «La mia minoranza, con un invidiabile senso di coerenza, non ha mancato di contestarmi ad ogni occasione...». Il discorso di Renzi è stato apprezzato da tutti gli imprenditori presenti. «Se ci fossero le elezioni domani voterebbero tutti per lui» dice Alberto Bombassei. «Ha fatto bene a venire. Il clima è molto positivo» aggiunge Emma Marcegaglia. «Ha convinto la platea. Il governo ha fatto molte cose in poco tempo. Renzi ha detto le cose che farà e l'impressione è che sia capace di farle» chiosa Gian Maria Gros-Pietro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA