I 33 sindaci del Parco Sud insorgono contro la Toem
ROSATE Parte da Rosate con il sindaco Daniele Dal Ben, il fronte che compatta ben 33 sindaci (contro due che hanno preferito smarcarsi, cioè Opera, amministrazione di colore leghista, e Melegnano, centro-destra) contro la Toem, i 40 chilometri di infrastruttura autostradale che colpirebbe al cuore il Parco agricolo Sud Milano e le sue 1400 aziende fra agricole e zootecniche. Toem è l'acronimo di Tangenziale ovest esterna milanese, un'arteria che sembrava morta e sepolta anni fa grazie proprio alle pressioni di tanti sindaci in prima linea. E sulle barricate le fasce tricolori del sud-ovest milanese stanno tornando, insieme alle associazioni ambientaliste (Associazione per il Parco Sud Milano, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf), dopo il preannunciato intento della Regione di rispolverare il tracciato. La mobilitazione delle amministrazioni locali (Rosate, Gudo Visconti, Gaggiano, Cisliano, Bubbiano, Ozzero, Besate, Noviglio, Zibido S. Giacomo, Vernate, Lacchiarella, Siziano, Pieve Emanuele, Carpiano, Basiglio, Motta Visconti, Casarile, Locate, Zelo Surrigone, Vermezzo, Cusago, Bareggio, Vittuone, Arluno, Trezzano, Morimondo, Binasco, Abbiategrasso, Albairate, Cassinetta, S. Giuliano , Cerro al Lambro, Magenta) si è coagulata in un documento congiunto che chiede in sostanza lo stralcio definitivo della Toem dal Piano regionale della mobilità e dei trasporti. «È nostra intenzione- scrivono i sindaci- promuovere azioni e attivare idonee strategie intercomunali per continuare a salvaguardare il nostro territorio e la salute dei cittadini contro la realizzazione di infrastrutture di grande impatto ambientale, inutili, costose e non condivise. Abbiamo già vissuto in passato una storia simile. Nel marzo del 2011, nelle prime bozze di adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale, l'allora Provincia di Milano inserì la Toem come opera strategica, con tanto di tracciato. Una forte mobilitazione di cittadini e amministrazioni comunali riuscì a bloccare il progetto». Ma a distanza di 4 anni e mezzo ci risiamo. «Una vera e propria contraddizione storica- evidenziano i sindaci-immaginare che nel futuro di lungo periodo i problemi di mobilità siano affrontati con soluzioni autostradali, tipiche della metà del secolo scorso». Gianluca Stroppa