Crisi Cameron, niente tagli all’organico
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Niente tagli all'occupazione, ma cassa integrazione straordinaria e «scivoli» verso la pensione per i lavoratori - una ventina - più vicini all'uscita. E' quanto hanno concordato, in linea di massima, i vertici aziendali di Cameron, la rsu e i sindacati metalmeccanici nell'incontro-fiume di ieri. Una discussione cominciata alle nove del mattino e che si è conclusa a metà pomeriggio: la trattativa proseguirà martedì prossimo, 8 settembre (qualcuno, scherzosamente, ha detto di auspicarsi un armistizio, vista la data concomitante con i fatti del '43), quando si entrerà nel merito dei numeri e delle cifre. Dalla partita è sparita, o forse non ci è mai entrata, la mobilità, nonostante le voci insistenti. Per fronteggiare una crisi di mercato e una frenata produttiva che da occasionali sono ormai diventate strutturali (nel 2015 è previsto un calo del fatturato del 40% rispetto all'anno precedente), Cameron spiega che la cassa ordinaria alla quale si è già fatto ampio ricorso nell'anno (21 settimane) ormai non è più sufficiente e adeguata, nè la situazione d'altro canto consente di mantenere l'attività a pieno ritmo. Ma per riprendere fiato e migliorare i conti, i top manager dello stabilimento di via Betto non intendono ridurre gli organici - oltre seicento gli addetti dello stabilimento - ma piuttosto puntare su uno o due anni di cassa straordinaria. Un periodo-ponte, di sacrifici e produzione ridotta, almeno fino alla primavera estate del 2016, quando l'acquisizione da parte del colosso petrolifero Schlumberger sarà pienamente operativa e si chiariranno le strategie e gli obiettivi della nuova proprietà anche rispetto al sito vogherese. Proprio la maxi-fusione da 14,8 miliardi di dollari tra le due multinazionali di Houston («vicine» di casa e alleate sul fronte delle prospezioni sottomarine, con la joint venture One Subsea creata nel 2012) è stato l'argomento al centro della prima parte del confronto di ieri. La delegazione aziendale era guidata dall'amministratore delegato Sergio Pastorino e dal direttore dello stabilimento, l'americano Jeff Conley; per i lavoratori, i nove delegati rsu e i segretari confederali della Fiom-Cgil, Carlo Bossi e della Fim-Cisl, Nadia Zambellini. «E' stata evitata la "macelleria sociale" con la mobilità, e si tratta già di un risultato importante», questo uno dei commenti a caldo. Siamo, comunque, solo al primo round di una trattativa che potrebbe richiedere ancora mesi per la meta finale dell'accordo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA