Casi irrisolti, ecco i cani addestrati
PAVIA Con il loro olfatto dotato di oltre 200 milioni di recettori, Dogan e Nero riescono a rintracciare tracce ematiche piccolissime, oppure resti umani di persone scomparse anche da molti anni. E grazie al loro lavoro sono stati risolti alcuni casi tra quelli che gli americani chiamano "cold case", i delitti irrisolti. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'Università di Pavia e il Centro sommozzatori è stato presentato anche a Expo. Nero ha soltanto 15 mesi e ha appena finito l'addestramento ma ha già risolto alcuni casi. Lui e Dogan fanno parte della squadra speciale di cinque cani specializzati nella ricerca di persone la cui scomparsa è collegata a indagini di polizia giudiziaria. Tre cani operano a Palermo e i due esemplari presentati a Expo a Malpensa. «Si tratta di una novità assoluta importata in Italia studiando e confrontandoci con altre polizie europee, in particolare quella svedese – ha spiegato il coordinatore delle squadre cinofile di Malpensa, Paolo Lunardi – I cadaveri non si trovano con i cani tradizionali addestrati per la ricerca di persone scomparse». Devono imparare gli odori del sangue e della decomposizione. «Noi forniamo i materiali per l'addestramento – spiega Simonetta Lambiase del laboratorio di Entomologia forense (medicina Legale, dipartimento di Sanità pubblica, medicina sperimentale e forense) dell'università di Pavia che da anni fa ricerca in questo campo – e abbiamo rapporti di didattica e ricerca condivisa con i gruppi cinofili e della scientifica della Polizia di Stato. Loro vengono a insegnare al nostro master in scienze forensi e io insegno alla scuola di polizia». Di cani "molecolari" si è parlato soprattutto per il delitto di Yara Gambirasio: «Ma non chiamateli così – precisa Lambiase – tutti gli odori sono "fatti" di molecole». Uno dei contributi della ricerca pavese è stato il lavoro sul disegno del profilo odoroso della decomposizione: «Lo scopo ultimo è capire se sia possibile sfruttare molecole precise che non provengano direttamente da materiali in composizione per l'addestramento», spiega Lambiase. (a.gh.)