L’agricoltura riscopre il passato nei campi torna il “sovescio”

VIGEVANO Nei campi si torna alla tradizione per guardare al futuro:l'agricoltura riparte dal sovescio. La pratica agronomica consistente nell'interramento di varie colture, fra cui il riso, allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno è stata presentata ieri durante l'annuale incontro agricolo alla cascina Salciccia della frazione Sforzesca di Vigevano. L'iniziativa, giunta alla 28esima edizione, è stata promossa dalla famiglia Marchesani con l'Ente nazionale risi e il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura di Vercelli. Oltre a presentare le principali novità della risicoltura (varietali, prodotti fitosanitari o attrezzature), la giornata ha dato spazio anche a una pratica agronomica, il sovescio, attuata nei secoli passati e poi lasciata cadere in disuso. I suoi risultati includono il miglioramento e la protezione del suolo attraverso l'aumento della materia organica nel terreno e il mantenimento del contenuto di azoto nitrico. Fra i pochi risicoltori lomellini che praticano il sovescio c'è il candiese Stefano Tonetti, presente ieri a Vigevano. «Grazie a questo tipo di concimazione naturale – ha spiegato – ho verificato che il riso coltivato in questi terreni è più resistente a malattie come crodo e funghi vari. Inoltre, è importante anche il sovescio di leguminose, come il trifoglio e la veccia: in questo modo l'azoto atmosferico si fissa in una forma che le piante possono utilizzare». Tonetti concima il terreno con il sovescio anche per la coltivazione di soia, pisello proteico, grano e orzo. Ieri la cascina Salsiccia è stata visitata da centinaia di agricoltori non solo lomellini e pavesi, ma anche novaresi e vercellesi. Erano presenti le organizzazioni agricole provinciali. «In un mondo in evoluzione – spiega Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia – la giornata vigevanese è servita come momento di confronto per il nostro mondo agricolo, che deve gestire le innovazioni nella risicoltura». Per Carlo Zucchella, presidente di Agia Pavia (giovani della Cia) «le aspettative dei risicoltori in vista del raccolto sono la stabilità di commercializzazione e di remunerazione». «Pensando al futuro della risicoltura italiana, dietro i numeri in costante aumento delle importazioni di riso dall'estero ci sono aziende e famiglie costrette ad affrontare pesanti difficoltà», avverte Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia. «Già dall'imminente raccolto, e grazie anche all'accordo di filiera che Coldiretti ha siglato con un'importante riseria, è necessario trovare la miglior collocazione sul mercato delle varietà da interno», aggiunge Claudio Molteni, responsabile della Filiera italiana riso di Coldiretti. L'appuntamento alla cascina Salciccia è ormai diventato un momento di confronto fondamentale per l'agricoltura di tutto il Nord Ovest. Umberto De Agostino