Case chiuse, 2500 firme per il sì
PAVIA La richiesta di referendum per abrogare la legge Merlin, e quindi, sostanzialmente, reintrodurre le case di tolleranza o comunque regolamentare la prostituzione, è stata firmata anche da consiglieri comunali e in maniera trasversale: sia di centrodestra che di centrosinistra. A raccogliere le adesioni, a livello nazionale, è la Lega Nord. In città sono stati circa 500 i cittadini che hanno firmato il registro per chiedere l'abrogazione della legge; in tutta la provincia di Pavia, si sono aggiunti altri duemila sostenitori di questa iniziativa. Per ottenere l'indizione di un referendum, in base a quanto previsto dalla Costituzione, sono necessarie almeno 500mila firme. Le adesioni debbono poi essere sottoposte a verifica da parte della Corte costituzionale. I termini per la firma sono scaduti a luglio, ma il tema, secondo il capogruppo della Lega a palazzo Mezzabarba, Matteo Mognaschi, è stato molto sentito: «Hanno votato anche alcuni consiglieri comunali e tantissime persone mi hanno chiesto informazioni». La Lega Nord chiede l'abrogazione della legge Merlin per una serie di ragioni: dal voler applicare una tassazione statale sull'esercizio della prostituzione, a controlli sanitari e contrasto alle associazioni criminali che gestiscono la tratta di esseri umani. «La legge Merlin – prosegue Mognaschi – risale al 1958. Da allora sono trascorsi quasi sessant'anni e, in Italia, sono cambiate moltissime cose. Non vedo perchè il nostro Paese debba restare indietro rispetto a molte altre Nazioni europee che hanno trovato forme moderne per regolamentare questo tipo di attività». A promuovere la legge che, poi, portò il suo nome fu Lina Merlin, componente della Costituente e senatrice socialista originaria di Chioggia, in provincia di Venezia.(f.m.)