Cade aereo con i paracadutisti, 11 feriti

Undici feriti, ma nessuno particolarmente grave, su un aereo da turismo piombato a terra dopo il decollo mentre trasportava 11 appassionati di paracadutismo ad un lancio sopra Casale Monferrato, in provincia di Alessandria. Poteva andare molto peggio, dicono nel piccolo aeroporto "Cappa" della cittadina piemontese: «Il pilota è stato bravo - racconta un testimone - a limitare i danni, ha avuto i nervi saldi manovrando quell'aereo impazzito proprio alla fine della pista». Il velivolo, un Smg-92 Turbo Finist monomotore, avrebbe avuto un guasto improvviso proprio al momento del decollo: una nuvola di fumo - raccontano i testimoni - è uscita dal motore. Non c'era più tempo per la frenata, e così il pilota, Marco Agugliaro, 34 anni, ha tentato un atterraggio di fortuna nei campi vicino all'aeroporto. L'aereo ha toccato un filare di alberi e si è abbattuto con un tonfo sul terreno: tutti, il pilota ed i 10 paracadutisti, tra i quali anche tre valdostani, hanno riportato fratture o contusioni nell'urto. Allo scalo casalese è scattato immediatamente l'allarme e sul posto sono arrivate i vigili del fuoco e le ambulanze. I due feriti più gravi sono stati con l'elicottero del 118 al Cto di Torino: il pilota guarirà in 60 giorni, ha riportato un trauma polmonare e la frattura di una caviglia. Nell'ospedale specializzato è stato ricoverato anche, con una prognosi di 30 giorni, un paracadutista di 19 anni. Gli altri feriti sono stati portati agli ospedali di Casale Monferrato, Alessandria e Pavia. A Casale è arrivato un ispettore dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del volo (Ansv), che ha aperto un'inchiesta sull'incidente. L'Smg-92 Turbo Finist aveva appena passato, giovedì scorso, la revisione e l'incidente si è verificato al 13/o dei 25 voli previsti nella giornata.TERAMO Si è commosso perfino il magistrato, Davide Rosati, quando quel puffetto di bimba è comparsa tra le braccia del padre Ben, attorniato da una folla festante di soccorritori, paesani, turisti. La bella favola di Cappuccetto Rosso si è chiusa come meglio non poteva immaginare nemmeno il più ottimista dei soccorritori a 18 ore dalla sua scomparsa a Cusciano, piccolo borgo alle porte del Parco Gran Sasso e Monti della Laga. Stavolta il cacciatore è arrivato prima del lupo cattivo: si chiama Diego Di Felice, fa il barista a Montorio e venerdì ha deciso di salire a monte per dare una mano a cercare la piccola, come se fosse sua figlia. Adesso è un eroe ma schiva i riflettori e dice di aver fatto semplicemente quello che avrebbe fatto chiunque: «Era seduta, piangeva e chiamava la mamma, io l'ho presa in braccio e l'ho rassicurata. Non ho mai provato una emozione come quando l'ho consegnata al padre e alla madre». La piccola è stata portata a valle come un trofeo, avvolta in una coperta termica, tra gli applausi, la commozione di tutti e la campane a festa della piccola chiesa. Il suo ritrovamento a circa un chilometro da dove era stata vista l'ultima volta venerdì pomeriggio verso le 18, ha liberato una euforia incontenibile, premio all'impegno di oltre 200 persone dei vari corpi militari, civili e semplici cittadini che hanno animato una notte di ricerche al chiaro della luna piena. Uno di loro è stato il sindaco Gianni Di Centa, stravolto dalla fatica ma felice. Abbraccia tutti, ringrazia come se avessero salvato sua figlia: «Abbiamo penato e creduto a un certo punto di non farcela. Aver ritrovato la bambina è una soddisfazione immensa e di questo ringrazio non solo le forze dell'ordine ma soprattutto i paesani che sono rimasti con noi fino alla fine e hanno dato preziose e utili indicazioni per i soccorsi». Chi non ha abbandonato un minuto l'avamposto delle ricerche, dall'allarme al ritrovamento della piccola figlia di una coppia di romeni, è stato il magistrato della procura teramana che venerdì ha aperto (e avviato poi ieri verso l'archiviazione) un fascicolo per sottrazione di minore da parte di ignoti. Davide Rosati voleva a tutti costi riportare sana e salva a casa la bimba: ha disposto la perquisizione di tutte le abitazioni del paese, monitorato oltre 300 targhe di auto presenti nel borgo, ha chiesto e ottenuto il sorvolo di un elicottero della Guardia costiera con strumentazione termica abilitato al volo notturno e fatto convergere in zona quasi una decina di cani, dei quali almeno la metà molecolari, per fiutare quella traccia che poi ha portato Diego il barista ad abbracciare la piccola. Gli esperti escludono che la bambina possa risentire in futuro dell'accaduto. «Se si è trattato solo di episodio fortuito, causato dalla perdita di orientamento, non ci saranno grandi conseguenze psicologiche per la piccola», afferma Emilio Sacchetti, presidente della Società Italiana di Psichiatria che aggiunge: «La piccola non avrà nessun tipo di disagio psicologico in futuro. Il tutto resta limitato ad un grande spavento che supererà grazie al grande affetto dei genitori».