Riccagioia, il Centro è in liquidazione Serve un nuovo socio
Le collezioni viticole sono il fiore all'occhiello del Centro di formazione di Riccagioia. Tra le più importanti, il Vigneto di Collezione varietale, che conserva 800 varietà di vitigni d'Italia e d'Europa. La collezione, custodita nel Nucleo di premoltiplicazione viticola della Lombardia "Carlo Gallini", è stata realizzata in oltre 50 anni di lavoro in collaborazione scientifica con l'Università degli Studi di Milano e Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.TORRAZZA COSTE Il Centro di ricerca di Riccagioia è ufficialmente in liquidazione. Venerdì pomeriggio, infatti, come da programma, è stata convocata l'assemblea straordinaria dei soci, che doveva proprio discutere della messa in liquidazione della società e della nomina del commissario, che traghetterà l'ente alle scadenze future. L'assemblea si è resa necessaria dopo che Ersaf, azionista di maggioranza di Riccagioia con il 48%, ha deciso di dismettere la propria partecipazione azionaria, a causa di una norma di razionalizzazione delle società partecipate, prevista nella legge di stabilità 2014. E non ha garantito nemmeno i 300 mila euro necessari all'avvio del piano di ricapitalizzazione, che avrebbe portato il centro, nel 2016, all'autosufficienza finanziaria. In passato già altri soci privati avevano deciso di non sposare più il progetto del centro di ricerca, astenendosi sull'approvazione dell'ultimo piano di sviluppo presentato dai vertici. Commissario liquidatore è stato nominato Giuseppe Chiappalone, dirigente regionale di Ersaf, che prenderà il posto del presidente dimissionario Roberto Mura, alla guida dell'ente da dicembre 2013. «La messa in liquidazione non significa la fine dell'esperienza di Riccagioia – chiarisce subito l'ex senatore leghista, ora impegnato in Lomellina come presidente di Asm Vigevano -. Mi auguro che ora la Regione continui a valorizzare tutte le eccellenze che ci sono in questo centro. Bisogna dimostrare che Riccagioia è ancora importante per tutto l'Oltrepo Pavese». La palla, infatti, ora passa nelle mani della Regione, che, prossimamente, dovrà indire un bando per individuare il nuovo soggetto gestore, questa volta privato. Un soggetto che si accolli la gestione dell'enorme patrimonio immobiliare, i laboratori, l'azienda agricola, la cantina di microvinificazione, gli spazi per la formazione e la ricettività, le preziose collezioni viticole, queste ultime vero e proprio tesoro del centro di formazione e ricerca. Del futuro di Riccagioia si stanno interessando anche la Provincia, l'Università e la Camera di Commercio di Pavia, che, nelle scorse settimane, hanno incontrato l'ex presidente Mura per un colloquio informativo della situazione. «Ho riscontrato la massima disponibilità dei vari enti a confezionare un nuovo progetto di rilancio per Riccagioia – conclude Mura – che la Regione possa prendere in considerazione in vista della nomina del nuovo gestore. Ora comunque io mi faccio da parte e toccherà al commissario liquidatore, dopo le necessarie formalità burocratiche, guidare la società fino all'emissione del nuovo bando». Oliviero Maggi