Dispersione scolastica «Zero euro per arginarla»

di Stefania Prato wPAVIA Ha seguito oltre 100 ragazzini lo scorso anno scolastico, studenti dai 13 ai 16 anni, il 70% italiani, che rischiavano di abbandonare la scuola. Ma adesso non ci sono più soldi per finanziare "L'albero maestro". il progetto voluto da Centro servizi formazione e finanziato, negli ultimi due anni dalla Provincia, con un cofinanziamento dei Piani di zona di Pavia, Belgioioso e Siziano. Per questo il direttore Riccardo Aduasio busserà alla porta della Fondazione Banca del Monte per chiedere risorse per proseguire una progettazione iniziata nel 2009 e che, per tre anni, ha ricevuto fondi da Regione Lombardia, per poi passare sotto l'egida di Piazza Italia. Dal 2009 al 2012 sono stati oltre 500 i ragazzi seguiti dal Csf per arginare il problema della dispersione scolastica, 135 nel 2102-2013, 177 l'anno seguente, 118 nel 2014-2015. Coinvolti gli istituti comprensivi dei tre Piani di zona e sessanta Comuni. Studenti segnalati dai servizi sociali e dagli insegnanti, suddivisi in gruppi, condotti per mano in attività di recupero e di orientamento scolastico e professionale. Con pazienza e costanza e con la consapevolezza che per molti di loro il rischio era quello di un'esclusione non solo scolastica, ma anche sociale e lavorativa. Gli operatori del Centro di via Riviera li hanno incontrati e valutati, poi accompagnati in percorsi formativi. «Il nostro primo obiettivo - spiega il direttore - era quello di far loro superare l'esame di terza media. Alcuni sono pluriripetenti e si è trattato di un lavoro complesso». Per sedici ragazzi, quelli a maggior rischio di abbandono, è stata organizzata una classe alternativa. «Sono stati trasferiti nella nostra sede di via Riviera e lì dovevano presentarsi ogni mattina - fa sapere Aduasio -. Abbiamo cercato di rimotivarli e i risultati sono stati molto positivi, hanno frequentato con convinzione e tutti hanno superato l'esame finale». Per altri settanta studenti sono stati pensati percorsi pomeridiani, laboratori formativi e lezioni di recupero di materie come italiano, matematica, inglese. «E anche per loro la preparazione ha dato buoni frutti - sottolinea il direttore del centro di formazione -. La nostra attenzione si è focalizzata su quei ragazzi che non frequentavano o che frequentavano la scuola a singhiozzo. Il fenomeno dell'abbandono esplode nella secondaria di secondo grado, benché alcuni segnali di allarme si manifestino con chiarezza già nella scuola secondaria di primo grado». In Italia, su una popolazione scolastica di 2milioni e 279mila ragazza, 114mila lasciano la scuola, il 15,3% in Lombardia, 15% in provincia di Pavia. Lo scorso anno, fa sapere Aduasio, 26 adolescenti hanno usufruito di servizi specifici individuali di orientamento scolastico e professionale per restare nel sistema di istruzione. «Significa - spiega - che hanno seguito corsi per estetista, parrucchiera, cuoco. Attraverso un nuovo progetto, Lab school, abbiamo organizzato, per 44 ragazzi, laboratori di informatica o cinema, utili per far loro capire quali siano le loro inclinazioni ed invogliarli a continuare». Trentasei adolescenti che hanno superato gli esami di terza media e iscritti alla prima classe della secondaria di secondo grado frequenteranno a settembre, sempre al Csf, corsi di recupero.