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Quotidiano indipendente fondato nel 1870 Direttore responsabile: ALESSANDRO MOSER Caporedattore centrale: ROBERTO PERAROLe aree umide (fiumi, laghi, paludi, stagni torbiere, acquitrini…) sono gli ecosistemi che ospitano sul pianeta maggiore presenza di biodiversità ma sono anche quelli più minacciati. Non a caso l'Italia ha aderito alla Convenzione internazionale di Ramsar firmata in difesa di tali habitat in Iran sin dal 1971, soprattutto per proteggere gli uccelli acquatici. La lista protezionista free-birds denuncia oggi quanto da tempo accade in Arabia Saudita ed Egitto: facoltosi sceicchi scavano specchi d'acqua solo per richiamare e cacciare per divertimento uccelli migratori. Le specie uccise sono tra le più preziose e protette in Eurasia le quali per loro sventura scelgono diversi Paesi Africani e degli Emirati per le rotte migratorie. Tra queste le bellissime Ghiandaie marine, le Averle, Gru, Otarde e Damigelle di Numidia. Le immagini dei massacri tolgono ogni alibi alla spiegazione perché assistiamo ogni anno ad un consistente tracollo delle popolazioni di migratori che svernano in quei Paesi al di là e ad est del Mediterraneo; inoltre mostrano che la caccia da appostamento a molti uccelli acquatici è una tra le più inaccettabili perché abbatte in modo subdolo indiscriminatamente specie rare di migratori. Questi, stremati dai lunghi viaggi, cercano solo aree di sosta prima di ripartire. Purtroppo, come riporta la Provincia pavese, anche le novità introdotte dal nostro calendario venatorio favoriranno tale forma di caccia. Ad avere tempi difficili non saranno solo i comuni Germani reali ma anche una serie di rare anatre di superficie, molti limicoli e specie di uccelli acquatici in forte declino, come le Pavoncelle (già segnalate da proteggere dall'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale- Ispra) o beccacce e beccaccini. Immagino che il progetto originario di Corridoio ecologico regionale a tutela delle aree prioritarie per la biodiversità sia stato ideato diversamente dal mettere a disposizione le aree umide ed i corsi d'acqua dei nostri fiumi per il massacro delle popolazioni di migratori nord europei già allo stremo numerico e che svernando a casa nostra finiranno ancor di più per essere distrutte nel Pavese. Dr. Giovanni Barcheri Siziano