Minaccia di uccidersi, trovato dopo 2 ore
di Anna Mangiarotti wMORTARA Un uomo di 47 anni ha tentato di togliersi la vita ieri pomeriggio in una boscaglia nella zona industriale di via Primo Maggio: è stato salvato dall'intervento dei carabinieri arrivati sul posto con vigili del fuoco e polizia locale. Quando l'hanno trovato aveva una cintura stretta a cappio intorno al collo, legata a un ramo. Dopo un'accesa lite con la moglie, ieri alle 13 l'uomo si è allontanato da casa e verso le 15 ha telefonato alla figlia. La famiglia si è rivolta ai carabinieri che hanno localizzato il telefonino, acceso a intermittenza: la moglie ha parlato altre volte con il marito, che continuava a confermare la sua intenzione di togliersi la vita e questo ha permesso di localizzare con precisione dove si trovava. Nel frattempo l'auto dell'uomo, che risulta residente in una frazione di Mortara, è stata individuata in una via del centro storico. Il 47enne l'ha parcheggiata e poi si è allontanato a piedi percorrendo circa tre chilometri. Dalle 15 in poi, carabinieri, pompieri e vigili urbani hanno controllato le campagne tra Albonese, Mortara e Ceretto. Sono stati scandagliati soprattutto i corsi d'acqua locali, tra cui l'Arbogna e l'Agogna, temendo che si fosse gettato. Poco prima delle 17, è stato raggiunto nella zona industriale di via Primo Maggio a Mortara, in direzione Cergnago. Si era sdraiato a terra, dopo aver agganciato a un ramo una cintura messa a cappio intorno al collo che lo stava a progressivamente soffocando, ed era ormai cianotico. Prima di tentare di togliersi la vita, avrebbe bevuto una boccetta intera di tranquillante che gli era stato regolarmente prescritto. Il 47enne è stato trasferito all'ospedale di Vigevano da un'ambulanza della Croce Garlaschese, mandata sul posto dalla centrale del 118 di Pavia e poi ricoverato: le sue condizioni sembravano inizialmente gravi, ma ieri sera veniva considerato fuori pericolo. L'uomo ha da tempo problemi per cui è seguito da una struttura della zona. Quando ieri si è allontanato da casa, i famigliari si sono subito allarmati, temendo per la sua vita. Quando ha chiamato la figlia si sono rivolti ai carabinieri ed è partita la mobilitazione che ha permesso poi di ritrovarlo ancora vivo. (ha collaborato S. Barberis) ©RIPRODUZIONE RISERVATA©RIPRODUZIONE RISERVATA