Guerra con le Poste ricorsi a raffica 14 Comuni al Tar
Al sindaco di Sommo Paola Ferrari(nella foto) non è piaciuta la decisione di Poste Italiane di tagliare i giorni e gli orari di apertura nell'ufficio postale locale. «Poste non tiene conto delle esigenze dei cittadini che abitano in centri piccoli e isolati. E non sta rispettando alcuni dei criteri stabiliti dal Garante - afferma Ferrari -. La società si giustifica dietro al criterio di economicità che però non può prevalere sull'omogeneità e sull'universalità della distribuzione del servizio postale. Esistono norme ben precise che vanno rispettate». Insomma si tratta di un servizio che deve essere garantito, sostiene il primo cittadino di Sommo che non si è data per vinta, portando avanti la battaglia per fermare i tagli già previsti. Tagli da cui era riuscita a scampare la sede postale di Zinasco. Ma non gli altri 21 centri della provincia di Pavia dove ci sono Comuni in cui il servizio postale viene ridotto e che non possono contare neppure su uno sportello bancario.di Stefania Prato wSOMMO Decisi a ricorrere al Tar contro Poste Italiane e decisi a mantenere sul territorio un servizio primario per i propri cittadini. Sono 14 i Comuni che hanno voluto ricorrere al tribunale amministrativo regionale contro i tagli e i ridimensionamenti previsti dalla società che ha in programma di chiudere, in provincia, gli uffici postali di Fossarmato, frazione di Pavia, e di Lambrinia, frazione di Chignolo, e di ridimensionare i giorni di apertura in altri 19 centri. Non ha dubbi il sindaco di Sommo Paola Ferrari: «Viene eliminato un servizio pubblico fondamentale». E a pensarla come lei sono anche i primi cittadini di Pavia, Torricella Verzate, Silvano Pietra, Cornale, Ruino, Ferrera Erbognone, Corana, Chignolo, Rovescala, Arena Po, Val di Nizza, Olevano, Ottobiano. «Il problema è serio, va a toccare fasce deboli della popolazione, come gli anziani senza un'auto su cui contare per raggiungere le sedi postali più vicine o che faticano ad utilizzare i mezzi pubblici, sempre meno affidabili, oltre alle difficoltà che possono avere per arrivare ai centri limitrofi nel periodo invernale - sottolinea Ferrari -. Disagi ci saranno anche per tutti gli altri cittadini e per le imprese che lavorano sul territorio. Ad essere penalizzati sono soprattutto i residenti di piccoli paesi come Sommo e quelli nelle zone collinari che saranno sempre più isolati». E non è giusto, insiste il sindaco, ricordando che «i cittadini pagano le tasse per servizi che invece vengono loro tolti». Per questo i Comuni che entro il 31 agosto depositeranno il ricorso, hanno deciso di «chiedere a Poste Italiane di attenersi alla normativa vigente». Sull'azione legale, che costerà alle singole casse municipali circa 1000 euro, devono ancora decidere: San Damiano e Zeme. Mentre c'è già il «no» di Valle Salimbene, Inverno e Mezzana. Il tempo stringe e dopo una prima riunione che si era svolta nel municipio di Sommo lo scorso luglio, l'altra settimana, a ferie non ancora concluse per tutti, gli amministratori locali si sono incontrati di nuovo per stabilire una strategia comune, anche se poi al Tar arriveranno i ricorsi, che costeranno circa 1000 euro, presentati singolarmente dai 14 enti comunali che intanto hanno incassato l'appoggio del senatore Gianmarco Centinaio che ha assicurato «l'impegno a sostenere le amministrazioni locali nella battaglia contro un piano di razionalizzazione che sta penalizzando i piccoli centri e le fasce deboli della popolazione». «È importante - aggiunge - che tanti Comuni abbiano deciso di collaborare e di presentare insieme ricorso a tutela dei propri cittadini». Una salvaguardia dei diritti su cui si sono schierati quasi tutti i sindaci che sono stati costretti ad affrontare il ridimensionamento dei giorni e degli orari di apertura.