Molti puntano sui contratti di solidarietà

VIGEVANO In molte trattative sindacali degli ultimi anni in Lomellina si è sentito parlare dei contratti di solidarietà. Per i sindacati sono un'alternativa ai licenziamenti e alla cassa integrazione, un modo per distribuire tra tutti i dipendenti un taglio dei costi aziendali senza intaccare l'organico, per i dipendenti una sorta di salvacondotto per garantirsi l'impiego in cambio di una diminuzione dello stipendio, che scende perché calano le ore lavorate. In pratica, i dipendenti accettano di lavorare meno, ma lavorare tutti. In cambio l'azienda non licenzia. La solidarietà ha una durata definita dall'accordo. Serve a rilanciare le aziende? Dopo quasi un anno dalla loro introduzione il titolare della Microcast di Mortara (dove sono stati salvati 26 posti di lavoro) aveva detto che «nell'accordo erano previsto orari di lavoro ridotti del 40% con i contratti di solidarietà, ma in realtà la riduzione media è ben al di sotto del 20%». Il contratto di solidarietà durerà fino alla fine dell'anno. La Mecal di Frascarolo, già nel 2012, aveva provato i contratti di solidarietà dopo un confronto sindacale e poi non ci sono più stati licenziamenti. Da settembre ci proverà, con numeri più alti, la Ghibli di Dorno. Avranno i contratti di solidarietà 131 lavoratori su 143, perché la misura non riguarda solo alcune figure di vertice. Operai ed impiegati dell'azienda che produce macchine per la pulizia hanno accettato di vedere ridotto l'orario di lavoro e lo stipendio per non perdere 20 posti di lavoro dopo i 25 già tagliati nel 2014. Il contratto di solidarietà durerà almeno fino a settembre 2017, ma si parla già di un rinnovo possibile fino al 2018. E i lavoratori hanno accettato alla stragrande maggioranza: «È un'opportunità per noi e per l'azienda», hanno spiegato i sindacalisti della Ghibli. (s.bar.)