Inter, ottimismo Thohir «Mancini ci porterà in Champions League»

MILANO Quattro giorni e l'Inter affronterà il campionato dopo le incertezze di un'estate di delusioni e dubbi. Il presidente Thohir, invece, resta fiducioso. Ha consegnato le chiavi della squadra a Mancini ed è convinto che il tecnico rispetterà gli obiettivi. «Sono ottimista sul fatto che Mancini sia la migliore scelta per l'Inter col suo passato di successi. Sono sicuro che terrà fede alla promessa di portare l'Inter in Champions League - ha dichiarato il presidente da Giacarta - e sono convinto che per questa stagione l'Inter possa tornare a competere ai vertici. Roberto è stato il miglior acquisto del club. Forse molta gente prenderà negativamente i risultati del precampionato ma ciò che conta è la serie A. Sono ottimista e penso che i giocatori che ha in squadra al momento Mancini siano molto buoni». Già a luglio l'Inter ha messo a segno importanti movimenti in entrata seguendo le indicazioni del tecnico. Ora però è arrivato il momento di fare cassa e le cessioni di Shaqiri, ma soprattutto Kovacic, hanno aumentato le incertezze. Scelte obbligate, per rimettersi in linea con le norme del Fair play finanziario, come spiegato dallo stesso Thohir: «Nelle ultime sessioni sono stati presi giocatori per i quali abbiamo speso tanto. Shaqiri non era in accordo con Mancini e le sue strategie. La sua cessione, come quella di Kovacic, è stata intrapresa per riequilibrare il bilancio. Siamo stati costretti a vendere il croato, scelta difficilissima per me. Il rischio che brilli altrove come Pirlo e Coutinho c'è». Kovacic, presentato ieri dal Real, potrebbe trasformarsi in un grande rimpianto. La maglia n.10, però, ha già trovato un altro proprietario: Jovetic, che sarà presentato oggi a San Siro. Un modo per voltare pagina e concentrarsi sul futuro. Il tesoretto garantito dalla cessione di Kovacic verrà poi reinvestito. «È possibile che arrivi Ivan Perisic - conferma Thohir - ma chiunque arriverà sarà un calciatore da Inter, che servirà al club, non un mio capriccio. Arriveranno degli attaccanti. Quattro a sono pochi».