Sindaci concordi: «La politica è finita»

ROBBIO Il sindaco di Gropello Giuseppe Chiari non si ricandida dopo dieci anni dicendo che abbandonerà anche la politica locale perchè «ormai, visti i sempre più forti tagli ai Comuni, fare il sindaco è un misto tra l'essere un esattore delle tasse, un burocrate ed un assistente sociale. La politica è finita». Le sue parole aprono il dibattito tra gli amministratori locali, sia tra quelli più esperti sia tra che stanno ricoprendo in questi anni per la prima volta cariche importanti nei municipi. Il messaggio è unanime: bisogna cambiare qualcosa altrimenti l'attuale modello di governo locale e i servizi ai cittadini rischiano di diventare insostenibili per le casse dei municipi. Come si possono salvare quindi asili nido, scuolabus, assistenza agli anziani e gli altri servizi? «Chiari ha tracciato uno spaccato molto realistico della situazione attuale – evidenzia il sindaco di Robbio Roberto Francese, 30enne al primo mandato –. La gente vota un sindaco perchè possa trovare delle soluzioni ai problemi, non perché faccia l'esattore delle tasse per lo Stato. Per risolvere questo problema il mio sogno, che avevo già evidenziato prima di essere eletto, è quello di fare maxi Comuni unici. Ad esempio Robbio dovrebbe unirsi a Palestro, Confienza, Rosasco, Castelnovetto, Nicorvo, Sant'Angelo, Castello d'Agogna e Cozzo: in questo modo si avrebbe un solo municipio per oltre 12mila abitanti». Secondo Francese in questo modo le cose cambierebbero. «Con il maxi Comune – dice il sindaco – avremmo servizi unificati, appalti centralizzati, decisioni territoriali vere ed economie di scala, cioè acquisti al minor costo possibile aumentando le quantità di richiesta. Nel concreto penso a squadre di cantonieri specializzati o a mezzi di pulizia da usare su tutto il territorio». «Concordo con Chiari, ma io resisto perchè bisogna fare fronte comune contro le politiche che hanno penalizzato i Comuni durante i governi Monti, Letta e Renzi – sottolinea il sindaco di Sartirana Ernesto Prevedoni Gorone, 66 anni –. La crisi colpisce i cittadini dei nostri paesi. Un primo passo per rimettere in moto i Comuni sarebbe quello che lo Stato sbloccasse la possibilità di spendere gli avanzi di amministrazione. In cassa a Sartirana ci sono 300mila euro, soldi dei sartiranesi, che spenderei subito per aiutare la mia gente se potessi, ma non posso». «Di certo va cambiato il sistema della tassazione locale. In nessuno Paese del mondo succede che le imposte municipali finiscono allo Stato nei modi utilizzati dal governo italiano per fare cassa – evidenzia il vicesindaco di Mortara Fabio Farina (Lega Nord), 41 anni –. I soldi dei Comuni vanno lasciati ai Comuni. Con questi tagli e con questo sistema già nel futuro prossimo molti municipi saranno costretti a tagliare su servizi che finora sono stati ritenuti intoccabili e fondamentali». Sandro Barberis