Anche i passeggini tra le cose smarrite dai pavesi distratti

di Anna Ghezzi wPAVIA Una mamma distratta ha dimenticato sull'autobus il passeggino blu. Un'altra ha lasciato al parco quello verde, leggero. Qualcuno ha abbandonato una abat-jour ricamata sul pullman. Stivali di gomma ancora infangati di plastica blu riposano sdraiati sullo scaffale dell'ufficio oggetti smarriti del Comune. Ma i ladri non lasciano più in giro gli attrezzi da scasso: tre anni fa erano tra gli oggetti che più di frequente la polizia o i vigili portavano all'economato da tenere in custodia, piedi di porco, martelli e spranghe usate per scassinare saracinesche e porte: ci deve essere la crisi, i ladri stanno più attenti e anche se devono scappare a gambe levate se li portano dietro. «Non ce ne portano più tanti, di attrezzi da scasso – conferma Luigi Preda dell'Economato del Comune di Pavia mentre con le chiavi in mano scende con l'ascensore nei sotterranei del Mezzabarba, dove tra macchie di umidità e porte blindate si trova il deposito degli oggetti dimenticati e mai reclamati – e anche le biciclette sono calate moltissimo, negli ultimi anni. Prima ce le portavano anche i privati, ora al massimo ce ne portano qualcuna le forze dell'ordine». Sugli scaffali grigi riposano i sacchi che ogni quattro mesi la Line consegna al Comune con gli oggetti smarriti sui bus. C'è una borsa con la bandiera del Regno unito stampata, dentro ci sono un diario di bambina, un beauty fucsia, una felpina grigia di ciniglia. Accanto una borsa in pelle marrone. Più in là un sacchetto di cartone mostra il suo contenuto luccicante: dentro c'è tutto l'occorrente per fare un presepe, dal muschio ai sassolini bianchi, ma anche statuine di artigiani, un carretto, bigliettini per il Natale 2013 che qualcuno ha smarrito e mai reclamato. Due automobiline, una cravatta di seta. E poi scatole di chiavi, scatoloni di portafogli svuotati e imbustati, scarpe e felpe, zainetti e libri di scuola. Borse da ginnastica, cartellette con le tavole di disegno a china. «Se ci sono i nomi, su libri e quaderni, o la scuola, chiamiamo l'istituto – spiega Michela Baroni, che si occupa dell'ufficio oggetti smarriti –. La cosa curiosa però è che spesso anche se avvisati vengono dopo mesi. Una volta abbiamo trovato una cartella completa di tutti i libri, la mamma è venuta dopo 4 mesi». «Quando si risale ai proprietari cerchiamo di chiamarli – spiega Ester Torti – ma tanti non sono sulla guida del telefono e diventa impossibile contattarli». Ogni anno il magazzino viene liberato delle cose che non vengono reclamate, bici e scarpe se sono in buono stato vengono donate alle associazioni per scopi benefici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA