Mortara, firme in Comune contro la parità di genere

MORTARA Negli uffici comunali si raccolgono firme per la petizione nazionale contro il cosiddetto "insegnamento gender", inserito nel recente decreto sulla scuola. Il tema è visto come fumo negli occhi da alcuni partiti, tra cui la Lega Nord che guida l'amministrazione mortarese, ed alcune associazioni a tutela della famiglia. «Mi hanno chiamato molti genitori di Mortara preoccupati per questo tipo di insegnamento che sta per essere introdotto – spiega il sindaco Marco Facchinotti –. Per questo si potrà firmare in Comune e pubblicizzeremo la petizione anche sul sito istituzionale del municipio». Facchinotti ha rilanciato l'iniziativa anche sui social, dove in molti hanno risposto all'invito dichiarandosi pronti a firmare. «Si potrà firmare fino al 25 settembre dal lunedì al venerdì all'ufficio anagrafe del Comune – aggiunge Facchinotti –. Alla maggior parte dei genitori non piace questo tentativo di "globalizzazione sessuale". Giusto parlarne, ma così sembra quasi voler creare più confusione nella testa dei bambini che sino al 18esimo di età avrebbero uno status sessuale "ibrido" e solo dopo, per scelta personale potranno decidere se chiamarsi Luigi o Luisa. Il mondo è andato avanti sempre e comunque, e gli esseri umani si sono riprodotti anche senza la riforma voluta dal Pd». Ma il Partito Democratico rimanda le critiche al mittente: «Sono tutte bufale, anche i genitori di Mortara possono stare tranquilli: non si insegnerà niente di male nelle scuole italiane anche dopo questa riforma – sottolinea la parlamentare pavese Chiara Scuvera –. La parte del decreto sul "gender" è stata strumentalizzata per fare polemiche politiche. Semplicemente è previsto che nelle scuole pubbliche italiane venga insegnata ai bambini a non discriminare gli altri. Non si parla quindi solo di orientamenti sessuali, ma anche di comportamenti che non discrimino altre razze, religioni o persone provenienti da altri Paesi. Il decreto vuole aiutare l'educazione dei bambini e delle bambine prevenendo anche odiosi crimini come la violenza sulle donne che nel nostro paese, con casi anche in Lomellina, ha numeri ancora drammatici. Il senso di questo decreto è far capire ai bambini e alle bambine che siamo tutti uguali ed abbiamo tutti gli stessi diritti e doveri». Sandro Barberis