Camion bomba al mercato Decine di cadaveri tra i banchi
ROMA L'Is, che occupa un terzo del territorio iracheno nel Nord e nell'Ovest, ha colpito ieri nel cuore di Baghdad, compiendo una delle più grandi stragi degli ultimi anni nel principale mercato di frutta e verdura della città, in un'area abitata in maggioranza dagli odiati sciiti. Un camion frigorifero imbottito di esplosivo, ma in apparenza uguale a tanti altri che a quell'ora trasportava la merce, è stato fatto saltare in aria poco dopo l'alba, seminando la morte e la devastazione, nel mercato di Jamila, situato nell'Est della capitale nel grande sobborgo Sciita di Città Sadr. Il bilancio ufficiale è fermo per il momento a 67 morti e almeno 150 feriti, ma gli uccisi potrebbero essere oltre 80, visto che un'altra decina di persone risultano disperse. Si ritiene infatti che di loro potrebbero essere rimasti solo brandelli di corpi praticamente impossibili da identificare. Solo tre giorni fa un altro attentato dell'Isis in un mercato nei pressi di Baquba, a Nord-Est di Baghdad, aveva provocato circa 50 morti e 85 feriti. La potenza dell'esplosione è stata tale che alcuni testimoni hanno riferito di aver visto automobili scagliate in aria, mentre molte bancarelle del mercato sono state incenerite. La rivendicazione dello Stato islamico, sunnita, è arrivata poco dopo attraverso un sito web vicino al Califfato. Nel messaggio l'Is ha affermato di aver voluto infliggere agli sciiti - da loro considerati apostati - «gli stessi danni che i loro bombardamenti causano al nostro popolo musulmano». Un riferimento alla campagna militare che le milizie sciite, alcune legate all'Iran, conducono insieme all'esercito di Baghdad contro lo Stato islamico. In particolare, nelle ultime settimane, nella provincia occidentale di Al Anbar, il cui capoluogo Ramadi è stato conquistato dallo stato islamico nel maggio scorso. Proprio da Al Anbar giungono notizie riferite da testimoni, anche se non confermate ufficialmente, che parlano di numerose donne e bambini rimasti uccisi in un bombardamento delle forze lealiste sull'ospedale per la maternità di Fallujah, città 50 chilometri a Ovest di Baghdad nelle mani dello Stato islamico dall'inizio del 2014. Da allora sono frequenti i bombardamenti lealisti che causano vittime civili, ma autorità locali e leader tribali anti-Is rigettano la responsabilità sui miliziani dello Stato islamico, accusandoli di mimetizzarsi di proposito tra la popolazione inerme per usarla come scudo umano. Dal Nord dell'Iraq, nel frattempo, arriva la notizia che addestratori tedeschi avrebbero appurato l'uso di armi chimiche da parte dell'Is contro i miliziani curdi Peshmerga. Nella regione autonoma del Kurdistan sono presenti anche addestratori italiani.