«Bimbi, nonni e poveri seduti allo stesso tavolo»

Fino al 2021 Pellegrini gestirà le mense scolastiche di Pavia. Dopo che una sentenza del consiglio di stato aveva definitivamente spento ogni speranza alla Serenissima che aveva gestito il servizio negli ultimi anni e in prima battuta si era aggiudicata l'appalto. Si tratta di un contratto partito ieri che durerà per i prossimi sei anni per un valore di 19milioni e 275 mila euro. La nuova società verserà un affitto al Comune di 130 mila euro all'anno per il centro di cottura realizzato al Bivio Vela. Nel capitolato d'appalto sono previsti lavori fissi al centro cottura, che è in ottimo stato, ma anche alle mense cittadine.PAVIA Non solo i nonni a tavola, ma anche la merenda da consumarsi a casa. Tra la sfera di novità che l'amministrazione proporrà nella mense delle scuole per il prossimo anno scolastico c'è anche la possibilità di condividere il pasto a scuola con il proprio nonno o, per non sprecare cibo inutilmente, la possibilità di portare a casa ciò che non viene consumato. I nonni dei bambini, in determinati giorni, potranno pranzare con i loro nipotini all'interno della scuola. Non solo familiari dei bambini, ma anche anziani che vengono assistiti dai servizi sociali avranno la possibilità di mangiare un pasto caldo gratuitamente. «Vogliamo evidenziare il valore sociale di questa proposta di sostegno alla povertà, ma anche educativa. Vogliamo ridurre lo spreco alimentare. Il beneficio ottenuto è anche ambientale, vista la sensibile riduzione dei rifiuti da smaltire», commenta il consigliere di maggioranza Cristina Bruzzo che ha seguito in prima persona questo progetto che era partito a novembre dello scorso anno. «Sono necessarie iniziative volte a ridurre lo spreco e la riutilizzazione del cibo in esubero per attività sociali con l'obiettivo di affermare una logica nuova che sia in grado di intervenire in modo concreto sui modelli di consumo riducendo lo spreco delle risorse». Tutti i bambini potranno portare a casa la frutta, il pane, lo yogurt o il budino che non hanno mangiato durante il pranzo o la merenda, nel caso della scuola d'infanzia. Per consentire ai bambini di portare a casa la merenda e/o i cibi non deperibili (pane, budini uht, mousse di frutta) sarà necessario fornire un contenitore per il trasporto. In più il Comune organizzerà il ritiro di tutti i pasti non serviti (non scodellati) al fine di consegnarli a enti assistenziali per una successiva ridistribuzione al fine di essere consumati alle mense serali destinate agli indigenti. Una terza iniziativa, come detto, riguarda gli anziani con difficoltà economiche. A loro verrà data la possibilità, oltre al sussidio che ricevono dal Comune, di ritirare presso la scuola più vicina alla loro abitazione i pasti in eccedenza tramite associazioni del terzo settore. «Oltre alla possibilità di fornire il cibo non scodellato, tramite associazioni del territorio di concerto con i servizi sociali del Comune, a anziani in difficoltà economiche, ho proposto anche, come già realizzato a Milano, di ospitare direttamente presso le mense scolastiche anziani per consumare i pasti insieme con i bambini. Questo progetto ha una doppia valenza sociale. Infatti si valorizza il ruolo degli anziani che portano le loro esperienze ai più giovani offrendo una spensierata compagnia a chi spesso vive in solitudine», commenta Bruzzo. Oltre alla consegna alle mense per indigenti dei cibi preparati e non serviti e che avverrà direttamente dal centro cottura, si introdurrà anche il recupero della grande quantità di cibo scodellato e non consumato. Per questo si prevede sia la trasformazione in compost per agricoltura e giardinaggio sia la consegna al canile municipale per alimentare gli animali che vengono ospitati. Queste iniziative sono state discusse dalla commissione istruzione e trovano l'accordo della ditta Pellegrini, che gestirà la refezione scolastica fino al 2012, ed è già attiva a Milano in operazioni sociali legate al cibo. (m.q.)