Comuni in ginocchio per i tagli statali

MORTARA Nei primi sette mesi del 2015 sono crollati gli stanziamenti statali ai Comuni lomellini, un dato già grave in sé, ma con effetti preoccupanti se si considera che i tagli sono cominciati negli anni scorsi. Leggendo le tabelle del ministero delle Finanze al 30 luglio, si capisce che c'è stato un vero tracollo rispetto al luglio 2011: da allora i fondi statali ai Comuni si sono ridotti in media di oltre l'80%. Gli amministratori lanciano l'allarme: «Se andiamo avanti così – dicono – dovremo tagliare servizi comunali che finora sembravano intoccabili». Per altri c'è solo una soluzione: le unione vere dei municipi per creare pochi Comuni, ma di dimensioni più grandi. Intanto i tagli dallo Stato ai Comuni a cascata si ripercuotono sui cittadini, che pagano sempre più tasse locali e vedono i Comuni tagliare sempre di più su servizi ed opere di investimento soprattutto stradali con molte vie nei centri urbani ridotte a veri e propri colabrodo. C'è infatti una legge europea, il patto di stabilità, che regola in maniera ferrea la possibilità di spesa dei municipi. La Lomellina è piena di Comuni che chiudono con avanzi di bilancio che però non possono usare per nuovi investimenti in opere pubbliche, altrimenti sforerebbero i vincoli matematici del patto. È anche vero che le entrate dallo Stato rappresentano una fetta che varia tra il 6% e il 10% dEi bilanci comunali, una percentuale ridotta che però è una parte fondamentale, perché i municipi per funzionare e garantire i servizi fondamentali ai cittadini hanno costi fissi - in termini tecnici le "spese correnti" - che rappresentano tra il 65 e il 70% del bilancio. Poi ci sono le spese in conto capitale, ovvero gli investimenti in opere pubbliche, come cultura, verde pubblico e in parte anche il sociale, che rappresentano il 15% del bilancio. La restante parte sono altri tipi di spese che non rientrano in queste due maxi categorie. Gioca forza, se arrivano meno soldi dallo Stato, si taglia dove si può, quindi nelle spese in conto capitale. E i problemi sono bipartisan nelle giunte lomelline. «I servizi comunali di base in futuro potrebbero essere a rischio con tagli così forti – spiega il sindaco di Robbio Roberto Francese –. Non basta più fare una revisione di spesa quotidiana come stiamo facendo noi. Non escludo di sentire altri sindaci per una mobilitazione collettiva». «Lo Stato taglia nei Comuni e accentra per sprecare e mantenere Roma e Sud», dice Andrea Ceffa (Lega Nord) vicesindaco di Vigevano. «In futuro i continui tagli porteranno a tagli sui servizi comunali – evidenzia Fabio Farina (Lega Nord), assessore al Bilancio di Mortara che ha lanciato l'allarme anche nell'ultimo consiglio comunale –. Queste politiche stanno mettendo in discussione il sistema di governo su cui ci siamo basati negli ultimi anni». Sandro Barberis