«Niente dazi sul riso, la colpa è di Martina»

MORTARA Da Milano l'assessore Gianni Fava accusa il governo di non essersi impegnato nella difesa del riso italiano, di cui quello lomellino e pavese è la punta di diamante. Al centro della polemica c'è l'accordo firmato dall'Unione Europea per l'importazione di 80mila tonnellate di riso vietnamita a dazio zero. «Questo accordo – commenta l'assessore regionale all'Agricoltura – è lo specchio della debolezza politica del governo e del disinteresse generale al problema. Così a pagare saranno i risicoltori del Nord, per nulla non tutelati a Bruxelles. Sollecito il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, a intervenire affinché il tema del riso sia inserito nel prossimo consiglio agricolo della Unione europea. Non si possono rinviare le questioni dei dazi e dell'etichettatura sull'origine». Ma la Lombardia si è attivata a favore del riso italiano? «Il disinteresse ministeriale rispetto alle decisioni europee – aggiunge Fava – rischia di vanificare i risultati positivi ottenuti dalle Regioni, Lombardia in testa. Nelle fasi negoziali della Politica agricola comune, entrata in vigore quest'anno, eravamo riusciti a escludere il riso dall'obbligo del "greening" e a collocare 22,6 milioni di euro per i contributi legati direttamente alla coltivazione scelta dall'agricoltore. Queste azioni hanno contribuito a garantire stabilità, in una fase comunque positiva dei prezzi di mercato». L'assessore fa riferimento ai tre impegni legati al "greening" o inverdimento: la diversificazione dei seminativi, il mantenimento delle foraggere permanenti e la creazione di "aree a focus ecologico". Questi obblighi, però, non si applicano alle colture permanenti, fra cui appunto il riso, e alle colture arboree, ma solo alle superfici a seminativo. (u.d.a.)