Addio al Corpo Forestale accorpato ad un’altra Arma
ROMA La novità forse più rilevante della legge delega di riforma della Pa, ancora oggetto di forti polemiche, è il trasferimento del Corpo Forestale dello Stato ad un'altra arma. Si prevede il riordino delle funzioni di polizia ambientale e la conseguente riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato «e il suo eventuale assorbimento in altra Forza di polizia». L'ipotesi più probabile è quella di un accorpamento nell'arma dei Carabinieri. Renzi ha voluto inserire nel documento ufficiale una slide apposita per rispondere alla maggiori critiche: «L'obiettivo è dare unitarietà e più forza anche alla funzione di controllo sul territorio valorizzando la specialità ambientale. Non saranno cancellate né smembrate le funzioni di tutela ambientale e verranno valorizzate le professionalità». Affermazioni che sinora non hanno per nulla convinto né gli organismi sindacali del Corpo né le associazioni ambientaliste e naturaliste convinte che gli 8.000 addetti del Cfs rappresentano un patrimonio di competenze che rischia di perdersi. «La militarizzazione del corpo sarebbe un salto indietro di 60 anni» - sottolinea Andrea Laganà segretario nazionale del sindacato forestale. Molto dura la Direzione distrettuale antimafia: «Si toglierebbe all'autorità giudiziaria l'unico organismo investigativo in materia ambientale che disponga delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA