Una manovra da 25 miliardi in attesa del Pil

ROMA Una pausa, breve, con un occhio all'andamento dei conti pubblici da un lato, che sembrano procedere sui binari tracciati, e dall'altro sui nuovi dati del Pil per il secondo trimestre, che l'Istat diffonderà, come Eurostat, il 14 agosto. Perché è anche su una crescita più sostenuta del previsto, soprattutto per il prossimo anno, che il governo punta a costruire la prossima legge di Stabilità, che viaggia ormai almeno sui 25 miliardi di euro. L'attesa per le nuove stime di metà anno c'è, visti anche i segnali contrastanti registrati in queste ultime settimane. Gli analisti vedono anche per il secondo trimestre il Pil in ripresa dello 0,3% sul trimestre precedente ma resta la possibilità di una performance più modesta. L'ultima previsione dell'Istat era peraltro di un Pil aprile-giugno a +0,2%, e nell'ultima nota mensile l'istituto di statistica ha ribadito che si sta assistendo a una «crescita moderata», con l'indice anticipatore dell'andamento dell'economia a maggio in «modesta diminuzione» a conferma del «rallentamento degli ultimi mesi». Un percorso di crescita che si consolidi, invece, oltre a dare ossigeno ai conti, contribuirebbe a costruire un clima di maggiore fiducia, fondamentale, viene spiegato, per affrontare con più forza gli appuntamenti dell'autunno. Come è noto, l'impegno più gravoso cui si dovrà fare fronte con la legge di Stabilità per il 2016, intanto, è quello di sterilizzare le clausole di salvaguardia su Iva e accise, che porterebbero a un aumento di tasse da 16,8 miliardi. Fumo negli occhi per l'esecutivo, che punta invece a un nuovo round di diminuzione della pressione fiscale partendo dall'eliminazione della Tasi sulla prima casa. Costo della misura tra i 4 e i 5 miliardi, se si aggiunge l'intenzione di intervenire anche su Imu agricola e imbullonati. E ci sono poi altri impegni di spesa difficilmente eludibili, come il rinnovo del contratto degli statali dopo la Consulta (1,6 miliardi). In "pole" anche la proroga degli sconti per le assunzioni (circa 2 miliardi) che potrebbero però concentrarsi sul Mezzogiorno come prima misura nella cornice del "masterplan" per il Sud annunciato da Renzi. Per assicurare la realizzazione di tutte queste misure il governo può già contare sulla flessibilità ottenuta a Bruxelles grazie alle riforme (circa 6 miliardi). Ma se l'andamento del Pil dovesse superare le attuali previsioni, anche per il 2016 si potrebbero creare spazi di manovra di qualche decimale (e di qualche miliardo).