«Evitato l’accorpamento con Milano, ora più controlli»

PAVIA «È una riforma coraggiosa, ora bisognerà trovare dei manager sanitari all'altezza della situazione». A dirlo è un entusiasta Angelo Ciocca (consigliere regionale della Lega) che sottolinea come si sia cercato di riportare la riforma alle esigenze del territorio: «Così abbiamo evitato di far assorbire l'eccellenza sanitaria pavese al territorio metropolitano». Per Ciocca ora si passa a un sistema integrato tra sociale e sanitario e ciò «permette di recuperare 200 milioni di euro in risparmi da reinvestire nel nuovo sistema socio-sanitario». «Altro elemento che va riconosciuto – dice Ciocca – è che il sistema sanitario aveva delle debolezze che ora con l'arrivo dell'agenzia di controllo porterà a un veridica sia dei costi sia della qualità delle prestazioni. Infine ora si introduce un ente terzo che verificherà le professionalità nelle nomine e premierà la meritocrazia». Più scettico Giuseppe Villani (Consigliere Pd): Graqzie alle opposisizioni è stato migliarato il testo iniziale, ma c'è ancora molto da fare». In campo il Pd aveva messo 25mila ordini del giorno e quasi 3mila emendamenti, una situazione che ha poi portato maggioranza e opposizione a intavolare una trattativa. «Alla fine – dice Villani – il risultato sono i superticket su visite ed esami che saranno modulati per reddito con l'esenzione fino a 30mila euro. Sarà esenzione totale per i malati di mesotelioma. Finalmente i ticket saranno un po' più equi, come il Pd chiede da anni. Inoltre i manager sanitari non saranno più scelti liberamente alla giunta ma la scelta all'interno di una lista selezionata da una commissione indipendente secondo criteri di merito. Verrà introdotta l'Agenzia di controllo, inoltre per le prestazioni le strutture saranno premiate o penalizzate in base all'adesione o meno a criteri che misurano performance, tempi di attesa e qualità. Infine sono stati reintrodotti i distretti sociosanitari. Avremo una sanità meno condizionata dalla politica e strumenti per scongiurare gli scandali del passato, ma rimane una riforma a metà che non convince su molti punti.