«A settembre subito taglio delle tasse»
di Gabriella Cerami wROMA A settembre subito un nuovo intervento sul fisco. Matteo Renzi, con una lettera ai parlamentari, augura buone vacanze e annuncia l'agenda post ferie: «Ci rivedremo al rientro a Roma, pronti per una legge di stabilità che proseguirà nel taglio delle tasse». Rivendica poi i risultati raggiunti dal governo dicendo che «l'Italia sta meglio di un anno fa, mai sono state fatte, nella storia repubblicana, così tante riforme». E in conferenza stampa a Palazzo Chigi, con al fianco il ministro della P.a. Marianna Madia, rincara sui buoni propositi: «Avanti con il lavoro di modernizzazione del Paese». E a settembre arriveranno anche i primi decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione. Prima di tutto, nella missiva inviata dal premier ai dem, ci sono i ringraziamenti per il «lavoro straordinario» fatto e poi ancora parole di soddisfazione: «Dopo che la legislatura si era aperta nel segno dell'immobilismo, si è cambiato governo perché la palude aveva bloccato l'azione dell'esecutivo, e quest'anno - grazie a ciascuno di voi - ha visto una svolta impressionante», scrive Renzi. Il segretario dem, pur non chiamandoli apertamente "gufi", torna a parlare di chi si augura che tutto vada storto: «Per un decennio ci hanno raccontato che l'Italia era finita, spacciata, esaurita. E ancora oggi nel racconto comune a tutte le opposizioni va tutto male», dice sempre Renzi, che aggiunge: «Dobbiamo rimboccarci le maniche, non cedere al piagnisteo e cambiare ciò che va cambiato. A settembre si riprenderà dalla legge di stabilità e dal mettere la parola fine alla lunga stagione delle riforme costituzionali in attesa del referendum del 2016. Non sarà facile, perché niente è facile in Italia. Ma sarà entusiasmante». Nel dettaglio Renzi cita i dati economici: «La ripresa non è una chimera, l'Italia sta meglio di un anno fa. Il Pil è tornato a crescere. Il turismo cresce soprattutto al Sud. Gli investimenti diretti esteri nel 2014 crollano in Europa (-17%) e aumentano in Italia (+31%). I consumi tornano finalmente a crescere, i posti di lavoro aumentano anche se ancora non con l'intensità che vorremmo». All'indomani della riforma della Pubblica amministrazione, il premier spiega che «le nuove norme segnano un ulteriore tassello del lavoro di modernizzazione del Paese che sta andando avanti con ritmi inediti». Quanto alla scure che si abbatterà sulle partecipate, Madia spiega che non contemplerà le società quotate: «Non rientreranno in questa operazione di riduzione». Il ministro sottolinea che la riforma sarà fatta con i dipendenti pubblici: «Loro sono il motore». Il governo ha però in mente un disegno di legge per cancellare alcuni Enti che «sono totalmente fuori controllo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA