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PAVIA La crisi con Depaoli e i deficit di democrazia nQui tutti scrivono e dicono quel che vogliono. Molti però non conoscono la situazione. Tanti hanno un deficit democratico, nel senso che non hanno ben chiaro come funziona la democrazia. Ieri, per esempio, ha scritto Ugo Barbero (consigliere comunale a Pavia dal 1956 al 1960). Dice che chi non è d'accordo con Depaoli dovrebbe dimettersi perchè "non all'altezza del compito". Ma allora, signor Barbero, a che cosa serve il consiglio comunale, se chi non è d'accordo deve dimettersi? Se tutte le decisioni della giunta devono essere approvate, senza se e senza ma, a che serve stare al Mezzabarba fino alle 3 di mattina? Per votare sempre F? (è il tasto che indica il voto favorevole). E se uno vota C (il tasto che indica il voto contrario), deve dimettersi? Ma allora, mi scusi, non ha senso mettere il tasto C. Si vota soltanto F, punto e basta. Ma questo mi ricorda un periodo passato che i nostri padri e nonni hanno combattuto. Ecco il deficit democratico che ho citato all'inizio. Poi ci sono, vabbè, caro direttore, persone che nulla sanno e che nulla sanno fare. Le scrivono una lettera, lei la pubblica, loro la riprendono e la mettono su feisbuk. E lì nasce il casino, di post, di domande e risposte. Pensi, caro direttore, che c'è chi si definisce "giornalista su Facebook" perchè pubblica su Fb magari un ritaglio di una lettera alla Provincia Pavese. E vuol saperne un'altra? E' stato detto e scritto che tutto il casino su Depaoli e il Pd è nato non da una divergenza in consiglio, ma perchè fomentato dai giornali che devono vendere copie. E' come se le malattie fossero fomentate dai farmacisti che devono vendere le medicine. E' come se il traffico ferroviario fosse fomentato dai pendolari che devono andare a lavorare. Basta così, che fa caldo. E allora vado a fare un bagno in Ticino (anche se è vietato). Luigi Furini (consigliere comunale dal 2014 e non so fino a quando) IL CASO Pendolari presi in giro anche dalla puntualità nGentile direttore, ricorda Candid Camera del grande Nanni Loy? Il mese di luglio è andato decisamente male e i pendolari pavesi sono ormai addestrati ai ritardi e alle conseguenti attese in un sistema ferroviario largamente al di sotto della sufficienza. Ciò che è capitato ieri mattina però mi ha convinto che forse sui binari c'è un regista un geniale, un po' burlone e un pizzico crudele, con una telecamera nascosta, che prima o poi si paleserà tra le risate generali. Arrivo in stazione a Pavia puntando al 7.39 per Milano (S13), ma il tabellone mi segnala che il regionale per Milano delle 7.34 non è ancora passato e lo stesso risulta sul binario 3 dove mi fermo fiducioso. Sul binario 1, intanto, il 7.39 parte puntualissimo sotto i miei occhi … il fatto è che, in quel momento io non lo so, ma anche il 7.34 ha spaccato il minuto, non arriverà mai perché è già arrivato e partito, puntualissimo anche lui, contrariamente a quanto riferito dal tabellone! Che è accaduto? Dagli uffici ferroviari: "Il tabellone è guasto da tre giorni, abbiamo segnalato subito il problema, ma non sono ancora venuti a ripararlo …". Morale con paradosso: il sistema è (dis)organizzato in modo da farti aspettare il treno… anche quando è puntuale. Non siamo "gentili clienti", "signori viaggiatori" o semplicemente "pendolari", ci considerano nemici da punire. Vae Victis, ma sorridi: sei su Candid Camera! Quintino Lombardo Pavia la polemica Quegli stipendi da decurtare nMatteo Renzi ha dichiarato in questi giorni, relativamente alla politica del taglio delle spese sanitarie, che se un medico sbaglia gli verrà decurtato lo stipendio. Per me questa è una bellissima notizia che dovrebbe (uso il condizionale, perchè la maggior parte degli italiani forse non arriva a tanto ragionamento ) dare inizio a una escalation di logiche conseguenze debitamente legali e propriamente accettabili. Quando cominciamo a decurtare lo stipendio ai politici che percepiscono indebitamente lauti compensi per lavorare 5 giorni a settimana e si presentano al lavoro martedi per andarsene giovedi? Quando decurtiamo lo stipendio a politici che redigono e votano leggi palesemente incostituzionali che vengono poi regolarmente cassate dalla Consulta o dalla Corte Costituzionale? (legge Fornero, taglio alle pensioni, blocco stipendi del pubblico impiego... potrei andare avanti dieci pagine). Quando cominciamo a decurtare lo stipendio a chi ha speso 4,8 milioni di soldi pubblici per comprare computer necessari a registrare gli ingressi all'Expo, rendendosi poi conto che per il caldo vanno in tilt, guarda caso proprio nei sei mesi dell'esposizione universale programmata proprio nei mesi estivi ? Fulvio Temporin Verrua Po