Viaggio in compagnia dei Beatles
PAVIA A una settimana dalla loro esibizione sul palco dell'Ariston di Sanremo, dove venerdì scorso hanno partecipato al primo Sanremo Beatles' Summer Festival, evento nazionale organizzato da Comune di Sanremo, Teatro Ariston e Associazione Beatlesiani d'Italia, domani i Back to the Beatles torneranno in scena all'anfiteatro Costantino (ore 21.30, ingresso a offerta libera). Sono una delle più longeve e "titolate" Beatles-band della penisola, di matrice tutta pavese, capitanata dal frontman e batterista Furio Sollazzi e oggi formata anche da Marco Moraca (basso), Simone Ferrari (chitarra), Marco Beltrami (tastiere) e Turi Calogero (chitarra). «Attenzione, però – avverte Sollazzi – perché per il concerto di Volpara alle tastiere non ci sarà Marco Beltrami, attualmente in ferie, ma il suo predecessore Mamo Loati». Siete contenti di esibirvi a Volpara? «Molto, è un posto in cui aspettavo di tornare. C'ero già stato con i Sixties (l'altro gruppo di cui Sollazzi fa parte, specializzato in repertorio degli Anni '60, ndr) e ho un ricordo bellissimo dell'anfiteatro Costantino: l'acustica è ideale, la cornice anche e, non ultimo, a Volpara si mangia particolarmente bene, il che non guasta mai. E poi l'occasione è speciale, visto che suoneremo per i 50 anni dell'uscita di Yesterday e per noi sarà l'occasione di ritrovarci dopo un po' di ferie estive». A Sanremo non eravate tutti? «Eravamo in quattro: io, Marco Moraca, Turi Calogero e Stefano Bergonzi, il nostro vecchio chitarrista, visto che in quei giorni ad essere in ferie era Simone Ferrari». Com'è andata sul palco dell'Ariston? «E' stata una grande emozione e l'evento è andato bene. Pur essendo l'edizione zero la qualità era degna del posto: i gruppi tutti di buon livello, l'acustica perfetta e la platea mezza piena. Tante persone arrivavano anche da oltre frontiera, complice la posizione di Sanremo. E poi si sa, i Beatles sono un fenomeno che ancora oggi attira pubblico da tutto il mondo. Insomma, direi che è stato un successo, per essere una manifestazione al suo debutto». Qual è stato il suo primo pensiero sul palco di Sanremo? «Ho pensato che il posto è un po fanè, questo è vero, ma ha un fascino tutto suo. A cominciare dal montacarichi che mi ha portato sul palco con la mia batteria: improvvisamente mi sono trovato davanti a questo immenso palco rosso e mi sono reso conto che lì sopra è passata tutta la storia della musica nazionale e internazionale degli utlimi 50 anni. Perché tra gli ospiti di Sanremo sono passati davvero tutti. Anche Paul McCartney nel 1988 e George Harrison che presentò all'Ariston "When We Was Fab"». Cosa vi è rimasto di questa esperienza a Sanremo? «Tanta soddisfazione e la certezza che nel 2017 ci ritroveremo con altre Beatles-band negli studi di Abbey Road per registrare una nuova compilation per l'Unicef. E io, che ero sul palco anche come presentatore, mi sono tolto una soddisfazione: ho esordito con "Cari amici, vicini e lontani", alla maniera di Nunzio Filogamo». Marta Pizzocaro