Pavia-Cina, boom dello shopping
PAVIA Entrano nei negozi griffati, chiedono di poter visionare abiti o accessori d'alta moda, fanno la foto con lo smartphone e mandano un messaggio ad amici, parenti o conoscenti in Cina. «Ti piace, lo compro?», se la risposta è sì allora l'acquisto va a buon fine. È la tendenza che si sta facendo largo tra clienti cinesi a Pavia, tendenza diffusa soprattutto nella prima settimana di saldi, quando diversi acquirenti cinesi sono comparsi nei negozi cittadini per aggiudicare ad un amico o conoscente direttamente in Cina la merce preferita. Tendenza che si fa strada in un momento ancora delicato per il commercio pavese. Lo confermano gli ultimi dati raccolti da Confesercenti, di cui a Pavia è presidente Romeo Iurilli, che mettono a confronto il trend del 2014 con quello dei primi sei mesi dell'anno in corso. «Non abbiamo registrato un saldo peggiore rispetto all'anno precedente, ma le aziende sono molto indebitate – sottolinea Iurilli –. Quindi l'economia deve ripartire necessariamente perchè non ci si può indebitare di più». Iurilli prosegue: «Il commercio ha rappresentato il 23% delle imprese in provincia di Pavia, che complessivamente sono 48.824, mentre il saldo aperture-chiusure è stato di -206. Nel settore commerciale sul territorio provinciale si contano 11.055 imprenditori, a cui va aggiunto il parco ristorazione, con altri 3.487 punti aperti al pubblico». Sono 150 le imprese commerciali condotte da giovani che hanno chiuso i battenti, mentre quelle femminili hanno registrato un aumento di 169 unità. «È positivo anche il saldo che riguarda gli stranieri: in provincia di Pavia si sono iscritti in 609 e sono cessati in 404, registrando una media più alta rispetto al resto d'Italia – conclude Iurilli –. Per quanto riguarda, invece, gli acquisti a distanza fatti da clienti cinesi, direi che rappresentano un'indicazione economica importante. Bisogna trarne una lezione: ciò vuol dire che se i negozi si organizzassero potrebbero diventare piccole imprese esportatrici». (d.z.)