Garlasco, le operaie Essevi «Ci hanno tolto il futuro»
GARLASCO «Siamo senza lavoro e senza futuro». E'il quadro drammatico descritto dalle 11 lavoratrici che stanno perdendo il lavoro alla "Giunteria Essevi" di via Gioberti. Sono tutte donne, molte con figli e famiglia. Insomma bollette, spese quotidiane per la casa e il sostentamento, che finora non sono state un problema, dalle prossime settimane (il licenziamento ha decorrenza da agosto) potrebbero diventare uno scoglio insormontabile. Ieri le 11 operaie della giunteria dove si univano pezzi di scarpe anche per grandi marchi della moda hanno incontrato i legali della Cgil, il sindacato che sta seguendo la vertenza. «La nostra paura maggiore – hanno detto le dipendenti – oltre alla situazione di difficoltà economica a cui stiamo andando incontro, è quella legata al pagamento dei contributi previdenziali degli ultimi mesi». Secondo alcuni conteggi, infatti, mancherebbero delle somme. Il sindacato ha annunciato che è pronto a rivolgersi al fondo di garanzia dell'Inps affinchè almeno la posizione contributiva (anche se praticamente nessuna delle operaie è vicina alla pensione) venga sistemata. E poi c'è il timore, enorme, che la disoccupazione non sia solo uno stato temporaneo. «Di lavoro in questo settore ce n'è davvero poco ora come ora» ha spiegato anche il sindacalista Oreste Negrini della Cgil che sta seguendo la vicende. E le operaie della Essevi sono tutte donne di mezza età: troppo giovani per la pensione troppo in là con gli anni per trovare facilmente collocazione sul mercato del lavoro. «Nessuna di noi sa cosa farà da settembre», spiegano le dipendenti. Molte lavoravano da decenni alla Essevi, ma la crisi ha fatto precipitare il fatturato. Secondo i dati a disposizione del sindacato si viaggiava sui 450mila euro annui nel 2013, quest'anno a fatica si sarebbe arrivati a 120mila. «Una notizia negativa anche perchè si tratta di un'azienda artigianale e le tutele per la lavoratrici sono inferiori rispetto a quelle di chi perde lavoro nelle grandi aziende – sottolinea l'assessore al Sociale di Garlasco Giuliana Braseschi – Il mondo della piccola imprenditoria si sta sgretolando strozzato dalla crisi. Cerchiamo di fare stare a galla i garlaschesi che perdono il lavoro con aiuti, anticipi per gli affitti e facendoli lavorare con borse lavoro e voucher: ma non abbiamo nemmeno noi le risorse per dare un reddito come prima a tutti, sono troppi coloro che hanno perso il lavoro in questi anni. Per fortuna con gli aiuti abbiamo tenuto botta: nessuno dorme per strada, almeno quello». Sandro Barberis