«Il mio sassofono per Mario Biondi»

PAVIA Marco Scipione è un giovane sassofonista pavese, con un talento per la musica così evidente che, a 26 anni appena compiuti (è nato nel 1989), Mario Biondi l'ha voluto nella sua nuova band e nel tour estivo "Mario Biondi Live 2015". Cresciuto musicalmente al Vittadini con Andres Villani, e "svezzato" sul palco delle jam session di Spaziomusica, sotto l'ala protettiva di Vincenzo Rende dei Long Horns, Scipione ha anche vinto nel 2012 una borsa di studio al Berklee College di Boston, segno che la sua bravura non è passata inosservata nemmeno alle rigide selezioni della prestigiosa università della musica americana. Dove e quando ha incontrato Mario Biondi la prima volta? «Il primo incontro con Mario è avvenuto a marzo nello studio di registrazione milanese "L'Isola", di Eros Ramazzotti, dove stava registrando il suo nuovo disco di inediti, Beyond (Sony Music). Davide Florio, uno dei produttori, pavese e mio amico, mi aveva contattato perché Mario Biondi voleva registrare dei fiati sul suo nuovo album. "Saresti disponibie?" mi ha chiesto. In realtà Mario mi aveva già intravisto alla "Salumeria della Musica", e da qualche altra parte, e quell'appuntamento in studio era un vero e proprio provino. Abbiamo registrato quattro, cinque brani, alcuni dei quali sono stati inseriti in Beyond. E dopo la registrazione, con il tour estivo, è arrivata l'opportunità di esibirsi dal vivo, visto che Mario stava formando una nuova band». Gli altri componenti chi sono? «Oltre a Mario, siamo in otto, di cui due fiati: Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Fabio Buonarota alla tromba, il sottoscritto al sax, e poi i due produttori del disco, Massimo Greco a tastiere e programmazione, e David Florio alle chitarre. A completare lo spettacolo sul palco sono le gemelle Miriam e Romina Lunari, ballerine e coriste». Tutti giovani... «Il più giovane sono io, poi, nell'ordine, ci sono le due ballerine e Federico Malaman, che ha 36 anni. Poi si sale». Com'è il suo tour, e quanto durerà? «In scaletta ci sono i brani di "Beyond" e altri successi di Mario. Si viaggia prevalentemente tra sonorità soul e funky. Abbiamo iniziato a maggio e andremo avanti fino a dicembre, tra Italia ed estero, poi si vedrà. Siamo stati a Baku, in Azerbaigian, a Mosca, Bruxelles, Londra, Stoccarda e prossimamente a St. Moritz, Dubrovnik e a settembre a Parigi. Praticamente è un tour mondiale. Mancano solo gli Stati Uniti, ma credo che ci stiano lavorando». E in Italia? «Domani sera saremo a Cortona, martedì a Roma e poi a Taormina». Com'è si trova a lavorare con Mario Biondi? «È uno degli artisti con cui ho lavorato meglio. Che abbia una gran voce, anche dal vivo, si sa, ma è anche una persona di straordinaria umanità. Ha la capacità di credere nelle persone e di tirar fuori il meglio di tutti coloro con cui collabora. A noi musicisti chiede sempre un'opinione, lascia spazio alle nostre idee». Altri progetti? «Vorrei realizzare un progetto mio, che riguarda il sassofono e a cui sto lavorando da tempo. Tra le nuove leve della musica pavese mi piacerebbe coinvolgere anche alcuni amici, che per anni hanno fatto con me le jam session a Spaziomusica». Marta Pizzocaro