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PAVIA Interrogazioni, multe e molta frustrazione nEgregio direttore, scrivo per sottoporle un caso di prevaricazione della nostra Amministrazione (leggasi Ufficio di Polizia Locale, Pavia). Premetto che con una risposta a una recente interrogazione parlamentare, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dichiarava: "(...) Dunque, nell'ipotesi di aree di parcheggio dove la sosta è tariffata e consentita per un tempo indeterminato, il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento non si sostanzia in alcuna violazione di obblighi previsti dal Codice (...)". Nella fattispecie, mia moglie lasciava il 25 giugno 2015 in sosta in zona Ticinello la sua autovettura esponendo tagliandi di parcheggio a partire delle 9,30 fino alle 15,30. Nel pomeriggio è stata trattenuta al lavoro e non ha potuto ritirare l'autovettura fino alle 17,30. Si vedeva quindi comminare una multa con una motivazione alquanto fantasiosa: "Esponeva tagliandi di sosta attivati al mattino". Questo mi sembrava esattamente il caso dell'interrogazione parlamentare. Per opporsi a questo atto ci sono tre strade: opposizione in aututela, lettera al Prefetto, Giudice di Pace. Confidando nel riconoscimento della buona fede abbiamo optato per l'opposizione in autotutela. Già solo la presentazione della richiesta è stato un calvario. L'addetto al ricevimento si rivolgeva a mia moglie con frasi tipo "sa tutto lei", "mandi una lettera al Prefetto", rifiutandosi inizialmente di accettare l'atto di autotutela. Dopo molte insistenze mia moglie è riuscita a presentare l'istanza. Dopo qualche giorno ci giunge la risposta dell'Amministrazione che ci comunica che: "(...) la richiesta di annullamento in autotutela (...) non può essere accolta in quanto (...) l'infrazione rilevata è l'aver lasciato il veicolo in area pubblica destinato alla sosta a pagamento senza esporre il relativo tagliando(...)". Ora i tagliandi erano stati esposti, come dichiarato dall'ufficiale di polizia che ha redatto il verbale di sanzione; solo il tempo era scaduto, e secondo il Ministero quello che può pretendere l'Amministrazione è un conguaglio di qualche euro. Per cui notiamo una certa contraddizione nelle dichiarazioni. A questo punto abbiamo pagato la sanzione, ovviamente per intero essendo passati più di 5 giorni dal fatto, ma è rimasto in noi un senso di impotenza e di frustrazione del cittadino quando si scontra con un'Amministrazione pubblica in molti casi arrogante e prevaricante. Giovanni Russo Torre d'Isola VOGHERA Un Pd che cambi anche a livello locale nChe piaccia o no, anche ai nostalgici del Partito orgogliosamente antico, con Matteo Renzi il Pd ha avviato una stagione di cambiamento che non si è ancora manifestata nelle sue potenzialità. Eppure, dopo la grande ascesa, quella forza dirompente appare annebbiata e stagnante. Tutto questo deve dare il via a un processo di ripartenza dell'antagonismo messo in campo dal rottamatore. Un processo di cambiamento dentro il Pd anche a Voghera. Perché dopo la vittoria di Renzi abbiamo verificato, anche a livello locale, che l'impronta alla discontinuità sia stata interpretata in modo tiepido e inconcludente. E ciò è alla base della scarsa capacità di tenuta politica ed elettorale. Ciò diventa evidente ogni volta che, invece del leader Renzi, entra in campo il partito locale: con i suoi riti triti e ritriti, con la sua memorabile lentezza nel capire la realtà, nel cogliere le sfide politiche, nel decifrare la domanda di "rappresentanza" che proviene dai diversi strati cittadini, in particolare da quelli più marginali. Spezzoni di società abbandonata a se stessa, che sappiamo disprezzare perché "vende il proprio voto per 100 euro" ma di cui non riusciamo interpretare la disperata solitudine. Fa bene il segretario Renzi a sostenere di voler tornare a un "Renzi Uno", quello che si occupava del Partito. Ma per farlo bisogna risolvere alcune criticità che portano ad uno scollamento, non solo mediatico ma politico, con i propri gli elettori, e spesso con i propri iscritti. Se il Tar ci darà ragione, la nuova sfida per il cambiamento al Comune di Voghera dovrà vedere in campo un PD tutto nuovo. Cominciamo dunque a tracciare la strada affinché entrino in campo le idee nuove, le persone autorevoli: insomma un partito rinnovato, pronto a dare battaglia. Siamo l'unica vera forza di governo in Italia, dobbiamo affermarci anche a livello locale con questo nuovo senso di responsabilità, perché è nelle città che cresce la speranza di un Pd capace di interpretare i sentimenti migliori del nostro popolo. Matteo Zanellati Pd, Voghera politica La Buona scuola e la pessima Italia nEgregio Direttore, mentre scorrono impietose le immagini dei massacri dell'Islam totalitario e dei migranti ammassati sui barconi e respinti alle frontiere, il Senato della Repubblica ci ha regalato l'ennesima prova d'incapacità a rappresentarci nella drammaticità dei tempi che siamo costretti a vivere. La Buona Scuola è soltanto un casus belli, lo spunto per trasformare palazzo Madama in un teatrino d'avanspettacolo assai più becero che comico. Gli insulti contro Giorgio Napolitano che votava la fiducia al governo si sono mischiati ai fischietti dei senatori di Sel mentre la Lega esponeva striscioni con riferimenti satanici dopo che i Cinque Stelle avevano esposto lumi mortuari per annunciare la morte della scuola. Il nostro paese oggi ha più che mai bisogno di un'opposizione ferma e puntigliosa, ma non armata di volgarità e di violenza. Diventa sempre più complicato sentirci rappresentati nelle istituzioni da questi parlamentari che pensano di bucare il video con la guittoneria: dietro le magliette "commemorative" e i cori da stadio c'è un vuoto di pensiero che spaventa . La politica è diventata un esercizio di puro cinismo: se non è disgusto, è disinteresse, mai confronto tra persone civili. Siro Zangrandi Pieve Porto Morone