Addio a Fiorucci, padre della moda “pop”

MILANO Le t-shirt bianche e la coppia di angeli, uno biondo e uno moro. Le pin-up, i nanetti. Simboli, non solo magliette. Elio Fiorucci è stato uno degli innovatori del made in Italy, della moda pop. Il suo primo negozio a Milano era un mondo di colori e profumi, era segno di libertà. Elio Fiorucci è morto all'età di ottanta anni, un malore in casa, nel suo appartamento di Milano. I familiari non lo sentivano da domenica, a trovarlo senza vita sono stati i soccorritori. Una morte improvvisa. Classe 1935, Fiorucci negli anni Sessanta dopo l'esperienza nel negozio del padre ha iniziato a produrre il suo "stile libero". «Sono sempre stato apolitico – spiegava lo stilista – amante della libertà di pensiero. Ho vissuto a soli sei anni il trauma della Seconda Guerra Mondiale, ma ho avuto la fortuna di vivere dopo un periodo affascinante come gli anni '60, momento storico di grande cambiamento sociale, dove i giovani pensavano a libertà e pace». Capi di abbigliamento a colori fluo, le t-shirt stampate con gli angioletti e i cuori e gli accessori in plastica: questa è stata la sua rivoluzione. Che non si è fermata mai. Dopo aver venduto nel 1990 la Fiorucci spa alla società giapponese Edwin Co. Ltd, undici anni fa aveva fondato un nuovo marchio "Love Theraphy by Elio Fiorucci". Un successo. «Il capo di moda che avrei voluto inventare? Le sneakers. I giovani di oggi possono metterle in tutte le occasioni, sono scarpe eterne che portano lontano. E poi sono di gomma», aveva detto Fiorucci in un'intervista poco prima del suo ultimo compleanno, lo scorso 10 agosto. Lui che aveva reso lo street style adatto a tutti è stato il primo, nel 1982, a creare i jeans "stretch", mischiando il denim con la lycra. «Spirito libero, talento creativo che ha saputo tenere insieme l'operosità della sua Milano e il marchio dell'Italia in tutto il mondo, con grazia, curiosità, passione», questo il ricordo del premier Matteo Renzi. «Ha lasciato un'impronta straordinaria nel settore della moda a livello internazionale – ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia – È stato il primo a infrangere il cliché e le regole imposte dalla società del tempo».